Buongiorno.
Come sapete si è recentemente
conclusa (il 31/3) la consultazione pubblica sulla “Bozza di Dichiarazione dei
diritti in Internet” redatta dalla Commissione
di studio istituita presso la Camera dei Deputati, a cui ha
contribuito un gruppo di lavoro composto da 15 persone, ciascuna a titolo
personale, che collaborano con AICQ, con il CSIG Ivrea Torino e con il Nexa
Center (vedasi partecipanti in
fondo al documento “Open_Data_nota-esplicativa”).
Il tema prospettato nella Bozza
è alquanto ampio. Il gruppo di lavoro si è soffermato su un punto specifico che
passa quasi inosservato ma che ha un impatto non banale sulla trasparenza della
Pubblica Amministrazione, quello dei cosiddetti Open Data. Oggi esistono qualcosa come
100.000 basi dato pubblicate dalla PA: un numero enorme. Nella maggior parte dei
casi è assai difficile accedere e comunque i dati e i processi che li generano
non sono garantiti. I produttori di tali Open Data sono le amministrazioni
centrali e quelle locali, le ASL, gli enti scolastici, ecc. che certamente
sostengono dei costi rilevanti.
Ci è sembrato doveroso e
particolarmente opportuno dare un suggerimento per mettere a punto buone
pratiche.
Per comodità si allegano i
testi degli interventi che sono recuperabili al link della Camera dei Deputati:
http://camera.civi.ci/ oppure direttamente ai
link:
http://www.rassu.org/camera/Modifica_Art14_proposta.pdf
http://www.rassu.org/camera/Open_Data_nota-esplicativa.pdf
Con gli auguri di una serena
Pasqua.
Cordialmente
ing. antonio l. rassu
cell. +39 335 7550689