Il giorno 11 marzo 2014 13:16, Milan, Stefania <Stefania.Milan@eui.eu> ha scritto:
MI permetto di fare da eco al commento, molto pertinente, di Fiorella. Le politiche pubbliche le fanno i politici, ma ci servono tutti i visionari e gli attivisti possibili (e SEL e Arturo in particolare questo lo sanno bene!).

Apprezzo e rispetto il tuo punto di vista e quella di Fiorella per cui ho stima immensa. Devo però presupporre che non mi sono spiegato. Allora ti preciso il mio pensiero. In un convegno NON si può parlare di tutto e chi organizza deve fare delle scelte e circoscrivere l'ambito di interventi e discussione. Per quanto mi riguarda ci sono temi emergenti molto importanti che si è deciso di non affrontare in questo convegno in maniera diretta, ma ovviamente emergeranno, ad esempio nell'introduzione del relatore che ce li ha bene in mente e li ha elencati nel suo ultimo libro uno per uno.
 
Aggiungo anche, come spunto di riflessione e non per far polemica, che la lista degli speakers comprende soprattutto maschietti. Senza evocare le quote rosa pure in questo ambito (che peraltro abbiamo visto essere non condivise), credo che la conta dei partecipanti potrebbe offrire uno spunto per cominciare a parlare di questioni di genere in ambito tech, a partire dall'ambito educativo e cercando di capire che politiche e misure potrebbero favorire un coinvolgimento maggiore dell'altra meta' del cielo. Ho notato che Laura Sartori ne parlera', e mi fa piacere.

Anche io non polemizzo, e ci mancherebbe. Tuttavia non raccolgo lo spunto di riflessione per una serie di motivi:
a) le invitate Mirella Liuzzi (M5S) e Deborah Bergamini (FI) non hanno potuto partecipare;
b) Il tema di genere in ambito tech è dichiaratamente il titolo di un intervento come riconosci;
c) Se è Sergio Boccadutri a proporre un ddl sulla moneta elettronica, perchè devo chiamare una sua collega a parlarne? Se è Trumpy il presidente ISOC e membro GAC perchè devo chiamare la mia amica Laura Abba a parlare?
d) non credo spetti a chi organizza un convegno assicurare le quote rosa (a cui sono contrario) e nemmeno la parità di genere per decreto. Di questo passo finiremo per chidere le quote per i padri separati e per le identità Queer dimenticandoci che siamo innanzitutto persone.

A mio modesto avviso, quello che si può fare e io faccio, ad esempio, è lavorare culturalmente perchè emerga il protagonismo femminile (vedi qui: http://dicorinto.it/eventi/conferenze/camera-dei-deputati-nata-donna-indagine-sulla-condizione-femminile/), evitando la retorica argomentazione - non dimostrata e non condivisbile - che le donne in politica o nella tecnologia sono meglio degli uomini.

Scusate se personalizzo, ma chiudo dicendo che io una come Fiorella o Laura o una Stefania, la supporto e ne condivido gli sforzi, ma non perchè è femmina, perchè è brava, generosa e ci vado d'accordo.

baci

 
Buon lavoro a tutti! Stefania

----------------------