https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
"Si tratta di un ragionamento ancora da sviluppare nel dibattito pubblico, anche affrontando a viso aperto alcuni dogmi liberisti. Allo stato attuale delle cose, l’ipotesi che siano agenzie pubbliche anche sovranazionali a gestire lo spazio delle interazioni sociali, per quanto non priva di difficoltà, andrebbe percorsa. D’altra parte, per regolare le comunicazioni radiofoniche e televisive, abbiamo a suo tempo fatto ricorso alla nozione di etere come bene pubblico, pur sapendo benissimo che l’etere non esiste. Un colpo d’ingegno ideativo da cui si può trarre ispirazione spingendosi su un piano di astrazione ancora più alto: la stessa facoltà del linguaggio è un bene comune, e nessuno, nell’infosfera, può di fatto impadronirsene." Uau, una proposta choc e, almeno in questo periodo, controcorrente. Per quello che possa valere ha tutto il mio appoggio. Antonio