On March 16, 2019 9:46:53 AM UTC, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> wrote:
Beh, se l'intelligenza artificiale fosse vera intelligenza, troveri inutili a priori tutte le discussioni riguardo una regolmentazione della stessa: i possono regolare i comportamenti derivanti dalle manifestazioni dell'intelletto umano, non l'intelligenza in sè.
Questa è esattamente la ragione per cui si insiste a chiamarla impropriamente "intelligenza artificiale". L'ambiguità che ne deriva nella mente dei profani facilita il contrasto di normative efficaci. Quanto al testo dell'intervista
Se gli esseri umani sono dei sistemi fisici - e lo sono - allora, in linea di principio, è possibile creare esseri umani artificiali.
Affermazione fortemente metafisica e per quanto ne so poco sostenziata dal punto di vista scientifico. Contro esempio: un litro di gas a temperatura ambiente è un sistema fisico molto più semplice di un essere umano, ma riprodurne una copia esatta, atomo per atomo è impossibile.
Crede che, in futuro, un'Intelligenza artificiale potrà distruggerci?
«No. Nella fantascienza è possibile immaginare che i robot si ribelleranno e cacceranno gli umani. Ma è un'idea sciocca: i robot non hanno coscienza e, quindi, non hanno autonomia. Non hanno né pensieri né intenzioni».
Questo esclude la loro autonomia, non la loro pericolosità. Qualcuno avrà in mano il telecomando con cui controllare le flotte (semi)autonome di T800. Parlare di armi autonome serve solo a lasciare quel telecomando nell'ombra o a deresponsabilizzare chi lo manovra. Condivido il resto del discorso, ma non sono certo che Coscienza/ Consapevolezza costituiscano il discrimine ultimo oggettivo per parlare di intelligenza in termini utili (quanto meno legalmente). Per attribuire responsabilità ad un software che si dichiari intelligente e consapevole dovremo prima dimostrarne il libero arbitrio: https://medium.com/@giacomo_59737/yet-another-definition-of-intelligence-9bb... Se è vero che non siamo capaci di dimostrarlo per un uomo è anche vero che ogni sistema legale lo assume come postulato nel momento in cui punisce un reato. La pena sarebbe un crudele accanirsi contro una vittima del fato se il criminale non avesse avuto scelta. Detto questo, sembra comunque una lettura interessante: grazie del suggerimento! Giacomo G