On April 23, 2019 4:52:37 PM UTC, Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Giacomo,
On Tue, Apr 23, 2019 at 4:27 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Immagino che questa sia la obiezione predefinita del laissez-faire liberista.
Osservare che la regolamentazione non sia il toccasana universale per ogni problema non significa essere acriticamente e universalmente a favore del “laissez-faire liberista” - lasciando da parte la discussione su cosa si intenda precisamente con il termine in questione, discussione che credo ci porterebbe rapidamente fuori tema.
Ho passato una buona parte della mia vita professionale “sul fronte” a difendere le “regole”
Ok, non era assolutamente mia intenzione insultarti. La mia considerazione sulla tua affermazione era generale, sembrava molto una rielaborazione del pensiero (retorica?) ultra-liberale, ma mi rendo conto che la tua posizione è molto simile alla mia (eccetto che la tua supportata da un esperienza in materia legislativa che a me manca).
non mi pare proprio che a livello UE manchino le “regole” per il digitale. La mia impressione è che occorra lavorare molto di più e molto meglio a livello di “enforcement” soprattutto nazionale, sia da parte delle corti che delle autorità amministrative; potenziare il coordinamento intra-UE, dato che altrimenti non si fa che creare opportunità di “regulatory arbitrage”; analizzare le regole esistenti e capire se e come si possano applicare a fenomeni solo apparentemente “nuovi” e “diversi”.
Capisco perfettamente (o quanto meno credo). Il punto è che l'Informatica è un fenomeno completamente nuovo. Sebbene si innesti in un sistema economico vecchio e ben conosciuto, la sua novità prorompente (e ancora largamente fraintesa), necessita di nuovi approcci. Approcci che potremo identificare solo attraverso prove (ed errori) che non possiamo iniziare a sperimentare fin tanto che insistiamo a negarne la peculiarità.
Il problema è che tutto ciò è elettoralmente molto meno spendibile dell’annunciare roboanti iniziative legislative che poi rimangono lettera morta in molti casi.
Certo, questo è sicuramente un problema.
Da qui la mia prudenza, che non è assolutamente rifiuto a prescindere, di fronte a richieste di “nuove regole”.
Certo. D'altro canto sia chiaro che io non penso che la legislazione da sola possa risolvere i problemi di cui parliamo. Anzi per la verità credo che solo la tecnologia può battere la tecnologia. La legislazione può però modificare le dinamiche del mercato favorendo notevolmente certe tecnologie rispetto ad altre. Ed oggi, l'unico modo di contrastare certe aberrazioni non passa (solo) dal favorire la concorrenza ma anzitutto del diffondere tecnologie distribuite e distribuire le conoscenze tecnologiche.
Ciao,
Andrea
A presto! Giacomo