Concordo in pieno. Non credo che, nel 90% delle applicazioni, l'attuale collo di bottiglia sia la velocità dell'ADSL in sè (7MB/s sono più che sufficienti per vedere qualcosa in streaming con una qualità accettabile, se poi si arriva a 20MB non ci sono neppure problemi di saltellamenti estemporanei) quanto piuttosto il problema è che a quella velocità non ci si arriva manco vicini per via del traffico complessivo, del limite di traffico delle dorsali e conseguentemente della possibilità di accesso ai data center.
Se poi il padre guarda un film in HD, la madre segue la sfilata, un figlio gioca con qualche game particolarmente vorace di banda, beh, è anche giusto prevedere la possibilità di accesso a 100MB/s, o più, ma si tratta più di una scelta personale che di un diritto fondamentale dell'uomo.
Anche giusto, però, guardare al futuro: "640k of RAM are enough for everyone" è stato un noto scivolone di Bill Gate, quindi certamente le grandi infrastrutture devono essere dimensionate pensando alle necessità almeno del 2030. L'ultimo miglio può anche essere tarato su un orizzonte più breve.
Saluti a tutti
Diego
> Date: Tue, 3 Mar 2015 11:53:37 +0100
> From: meo@polito.it
> To: nexa@server-nexa.polito.it; Roberto.Borri@csp.it; mauro.alovisio@gmail.com
> Subject: [nexa] piano banda ultralarga
>
> carissimi,
> su sollecitazione di Roberto Borri e Marco
> Alovisio sintetizzo il mio parere sul piano del governo che in vero
> conosciamo solo attraverso le anticipazioni di Wired. Mi scuso per la
> rapidità, dovuto alla consegna di un lavoro urgente e la preparazione
> del mio nuovo corso di dottorato.
> 1. La struttura più importante dal punto di vista della funzionalità è
> il sistema delle dorsali.
> 2. La struttura più costosa è il sistema degli accessi.
> 3. Il rame, frutto di decenni di investimenti del Paese, rappresenta la
> soluzione più semplice ed economica per gli accessi. La cosidetta
> "rottamazione del rame" è un'autentica follia.
> Conclusione:
> 1. Priorità assoluta alle dorsali, preferibilmente in fibra, ma, per
> ragioni di urgenza, con molte tratte wireless.
> 2. Priorità aooluta a ospedali, scuole, pubbliche amministrazioni e
> servizi di interesse collettivo.
> 3. Nessun intervento pubblico per la costosa "Fiber-to-the-home". Chi
> vuol scaricare un film in un minuto e non in dieci minuti, o assistere
> a una sfilata di moda con la Minetti ad altissima definizione, si paghi
> la fibra a casa. I 100 megabit al secondo per cittadino, di cui parlano
> i documenti della Comunità e a cui dovremmo allinearci, sono un non
> senso tecnico, come mi riprometto di dimostrare, e pertanto vanno ignorati.
> Raf
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