Caro Fabio premesso che sono di nuovo d'accordo con la tua analisi volevo chiederti un chiarimento sugli ultimi due paragrafi del tuo messaggio. Nel penultimo individui la "effettiva, sostanziale, grave e conclamata lesione" come fattispecie che ammette la censura, mentre nell'ultimo è "la minaccia, diretta o indiretta, singolare o organizzata, alla lesione". Tra "lesione" e "minaccia di lesione" c'è una differenza e vorrei capire meglio. Forse si è perso un "minaccia" nel penultimo paragrafo? Inoltre, per quanto si tratti di legislazioni e culture differenti, negli USA è stata espressa la posizione che il pericolo di tale lesione debba essere "imminente", che ritengo un criterio importante da tener presente. Potrei sbagliarmi, non è il mio campo, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in proposito. Ciao, Enrico Il 19/05/2021 21:55, Fabio Pietrosanti (naif) ha scritto:
Tutelare il diritto di libertà d'espressione significa prima di tutto difendere la libertà degli altri d'esprimere ciò con cui non siamo d'accordo.
E ogni volta, ogni singola volta che cediamo 1 centimetro di questo diritto assoluto giustificando la censura nell'espressione di opinioni, stiamo ponendo le basi per ulteriori riduzione di ciò che è fondante delle basi dei diritti umani che consideriamo consolidati nelle democrazie occidentali.
Posto che nel novero dei "diritti umani" definirne o identificarne di serie-A o di serie-B sarebbe concettualmente sbagliato, è tuttavia pragmaticamente corretto definirne una catena di interdipendenza funzionale, altrimenti non ci rendiamo ben conto di cosa stiamo erodendo nel giustificare la censura:
1. Per avere una società basata sulla democrazia, c'è bisogno che il diritto alla libertà d'espressione sia garantito e tutelato ai massimi livelli.
2. Per avere una società basata sull'inclusività ed eguaglianza di diritti a prescindere dall'orientamento sessuale, di genere o religione, vi è la necessità di vivere in una società democratica.
3. Una democrazia è tanto più forte (e resiliente) quanto più i diritti legati alle libertà d'espressione sono "effettivamente" garantiti
Con ciò ricordando che, con voto democratico è possibile uscire da una democrazia, ma non è altrettanto possibile il contrario.
Quindi, per quanto risulti difficile (se non impossibile) tracciare una linea netta del bilanciamento fra diritti umani in competizione fra loro, ritengo personalmente e pragmaticamente che dovremmo essere prima di tutto degli "estremisti" nella tutela della libertà d'espressione.
Dovremmo cioè, essere in prima linea a difendere dalla censura tutto ciò che ci dà maggiormente fastidio, ciò che ci fa arrabbiare, ciò che ci ferisce o che ferisce i nostri principi, purché.... purché non ci sia effettiva, sostanziale, grave e conclamata lesione di interessi individuali o collettivi puntualmente identificati.
Da qui la fondamentale differenza fra giustificare la "censura" di una espressione che rappresenta una opinione, seppur spregevole per la cultura che intende e rappresenta, a una espressione che invece rappresenti una minaccia, diretta o indiretta, singolare o organizzata, alla lesione di diritti individuali o collettivi.
Fabio
On 19/05/2021 17:13, MORRIELLO ROSSANA wrote:
Davvero c’è bisogno di un parere femminile?
Davvero c’è bisogno di una donna che vi dica che la discussione su questa lista è sintomatica di quanta strada ci sia ancora da percorrere sulle tematiche di genere?
Davvero c’è chi non si accorge che una dichiarazione simile sottintende che le donne non siano in grado di ottenere una posizione di potere se non andando a letto con qualcuno? Che non si tratta di libertà di espressione ma di un insulto? Pensate sia formativo per le vostre figlie?
E’ evidente che una frase così mai sarebbe stata rivolta, come qualcuno ha già fatto notare, a un uomo in una situazione a ruoli invertiti.
Frasi come questa non dovrebbero arrivare da un rappresentante di un’istituzione universitaria poiché oltretutto sviliscono il ruolo e l’immagine dell’università, già costantemente sotto attacco.
Rossana Morriello
*Da:*nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> *Per conto di *Vincenzo Mario Bruno Giorgino *Inviato:* mercoledì 19 maggio 2021 16:19 *A:* Fabio Pietrosanti (naif) <lists@infosecurity.ch> *Cc:* Nexa <nexa@server-nexa.polito.it> *Oggetto:* Re: [nexa] Milano, sospeso per un mese il prof che aveva condiviso post sessista...
Condivido le osservazioni di Fabio.
Sarebbe opportuno che emergesse anche qualche parere da parte del genere femminile.
Il mer 19 mag 2021, 10:58 Fabio Pietrosanti (naif) <lists@infosecurity.ch <mailto:lists@infosecurity.ch>> ha scritto:
Ritengo che la libertà d'espressione nel proprio spazio privato sia assoluta e debba essere garantita di fronte a qualunque fatto e contesto, in una visione chiara senza se e senza ma.
Questo, il diritto alla libertà d'espressione, può avere una restrizione solo in casi estremi, solo laddove ci sia una effettiva, sostanziale, grave e conclamata lesione di interessi individuali o collettivi puntualmente identificati.
Prendendo il caso specifico, nel valutare la non appropriatezza della sanzione, e quindi la determina di un atto censorio, invito a considerare le seguenti:
- L'esercizio della libertà d'espressione in uno spazio privato e non professionale del professore (lo ha detto a scuola? lo ha detto in un gruppo FB di studenti?)
- L'esercizio della libertà d'espressione nei confronti di un PEP (Politically Exposed Person, per usare un idioma da antiriciclaggio), nei confronti dei quali la critica pubblica trova bilanciamenti molto differenti rispetto che fra individui fuori dalla scena pubblica
- L'Assenza di una minaccia esplicita o implicita o di un invito a palesare una minaccia esplicita o implicita nei confronti del soggetto menzionato
A me pare evidente che, seppur i contenuti, i modi e principi espressi dal professore non siano condivisibili alla maggioranza delle persone dotate di intelletto, ci troviamo di fronte ad un pericoloso abuso.
Quindi ritengo che siamo di fronte ad un gesto censorio ed intimidatorio,, che porta a determinare un pericoloso "chilling effect" .
Fabio
On 18/05/2021 20:31, Stefano Maffulli wrote:
On Tue, May 18, 2021 at 8:53 AM Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it <mailto:vincenzo.giorgino@unito.it>> wrote:
Questa condanna è agghiacciante. Siamo in piena Gilead.
Ricordiamo i fatti: Qui hai uno che ha dato della zoccola leccaculo a una donna, in pubblico. Pretendi pure che non subisca conseguenze? Non era una cena riservata tra amici, non era il bar dello stadio, non è nemmeno una dichiarazione politica. È un'offesa forte urlata in pubblico da un tizio qualunque, non provocato, non collegato in alcun modo alla Harris. Roba da neuro! Vuoi lasciare questo a educare la prossima classe dirigente?
Capisco che ormai da ci stiamo de-sensibilizzando dopo decenni di bungabunga, merkel-culona, e altre offese distraenti varie lanciate in giro da un esercito di ominicchi e quacquaracquà ... ma un minimo di decoro almeno nelle istituzioni lo vogliamo mantenere? Preferisci pretendere che uno può prendere un microfono in mano, rivolgersi al mondo intero e offendere chiunque gratuitamente e chiamarla libertà di parola?
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