Marco,
condivido molto di quello che scrivi e, d'altra parte, in quanto sfogo non ha bisogno di essere condiviso...
Mi permetto solo due piccole considerazioni a margine del tuo macro-ragionamento:
(a) se hai ragione nel suggerire di non guardare alla cina ed all'iran (tra gli altri) come "demoni" a noi così vicini, analoga riflessione vale per gli USA come "angelo della democrazia": non mi sembra che nella vicenda Wikileaks il sistema americano possa dirsi esente da censure...
(b) spesso - onestamente non credo in questo caso - tu hai ragione nel sottolineare certi eccessi di "allarmismo" ma, credo, non vada mai dimenticato che il linguaggio, l'approccio ai problemi e la retorica sono figli dei tempi e che, in questo contesto socio-mediatico, qualche punto esclamativo in più (parola di uno che ne usa spesso più di quanti necessari!) serve ad imporre una questione all'agenda politica: esemplificative mi sembrano proprio le vicende relative ai tre recenti regolamenti agcom...se tutti avessimo accademicamente ragionato su quei temi, oggi, davvero ci ritroveremmo a fare i conti con provvedimenti di stampo "cinese o iraniano" ;-)   [il riferimento a cina e iran, qui, è naturalmente sarcatsico!].
Un abbraccio a te ed a quanti, grazie a questa lista, continuano a confrontarsi su questioni che, i più, lasciano cadere nel nulla,

G.

Il 19/12/10 10.34, marco scialdone ha scritto:
Caro Alessandro, cari tutti/e

faccio una doverosa premessa perchè vorrei evitare di essere frainteso (a distanza e quando non ci si conosce capita sovente): il mio non è un intervento polemico o provocatorio ma tendente a capire (o quanto meno a provare di capire) le ragioni di alcune affermazioni che sento ripetere come un mantra.

In ogni democrazia capita che dei parlamentari o dei membri del governo dicano delle sciocchezze. Dopo tutto sono persone. Il ruolo imporrebbe loro maggiore ponderazione, questo è certo.

La cosa che non capisco è perchè per ogni castroneria si ritiri fuori questo discorso della Cina, dell'Iran, della Russia e via discorrendo, soprattutto quando mi pare evidente che le stesse castronerie rimangano sempre e soltanto tali.

Sento parlare addirittura della necessità di un novello CLN (sic!), di cui mi aspetto presto la versione CLN4I lanciata da Wired con petizione online (ovviamente!).

Ognuno può legittimamente sostenere delle posizioni, mi chiedo però se non sia deleterio per tutti continuare ad accreditare (anche nel linguaggio) posizioni che non trovano mai un riscontro pratico (mi chiedo ad esempio quale delle nostre libertà costituzionali sia stata conculcata nel corso degli ultimi anni da un provvedimento di legge e se c'è stato dov'è che sia stato impedito alla Corte Costituzionale di valutarne la compatibilità con la nostra Carta Costituzionale).

Sento fare un gran baccano, ad esempio (e poi mi taccio), sul provvedimento messo in consultazione dall'AGCOM sul diritto d'autore. A parte la confusione in diritto, ma come si fa seriamente a sostenere che un meccanismo che opera da 12 anni (malissimo, per carità) negli Stati Uniti sia una ferita alla libertà dei cittadini? Si può ricominciare a parlare soltanto di scelte normative miopi, sbagliate, incapaci di guardare al futuro, senza dover scomodare altro?

Ho l'idea che, in fondo, si sia tutti molto fortunati. Perchè a forza di parlare di novelli CLN (in giro si sente sempre più spesso) poi qualche scemo che pensa di doverla fare sul serio la resistenza lo si trova.

Scusate lo sfogo.

M.



2010/12/19 MANTELERO ALESSANDRO <alessandro.mantelero@polito.it>
Riscontro con "piacere" come l'idea di limitare la libertà di espressione in Italia si stia progressivamente ampliando... dalle piazze telematiche a quelle reali.
Adesso non ci resta se prendere come modello giuridico la Russia o la Cina, entrambe molto efficienti nel prevenire che le manifestazioni pacifiche vengano turbare ed anzi ad evitare che le manifestazioni stesse turbino il quieto vivere dei cittadini indifferenti, come lamentano anche autorevoli politici italiani.
Quo usque tandem...

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380423/

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/19/news/piazze_stadi-10377794/

Alessandro Mantelero
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