http://blogs.ec.europa.eu/neelie-kroes/netneutrality/ La mia prima reazione a caldo è che sia una decisione sbagliata per almeno quattro motivi principali: 1. sottostima le capacità dei consumatori non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche e soprattutto di capire le implicazioni potenziali delle proprie scelte; 2. sottostima le difficoltà (certamente in Italia, ma mi stupirebbe se fossimo gli unici) di cambiare ISP: se lo switch ha un costo sostanziale (e ce l'ha), come si fa a costruire l'intera decisione sulla possibilità di "votare coi propri piedi"? 3. per non parlare che in aree rurali, o anche solo in città non grandi, l'offerta di ISP, dove c'è, è limitata; 4. per non parlare infine, che gli ISP non sono tutti uguali, tranne l'eventuale differenza "full internet" / "limited Internet" (che per me è un ossimoro, ma ci siamo capiti): le loro caratteristiche sono multi-dimensionali. Come farà l'utente, per di più non super evoluto (vedi punto 1), a confrontare l'ISP veloce ma "limited Internet" con l'ISP lento ma "full Internet"? E confrontare i vari "limited Internet" tra di loro? Se c'e' un settore dove l'asimmetria informativa, per non parlare della più bizantina offerta commerciale, regna sovrana sono le TLC e la Commissaria Kroes dovrebbe saperlo. Se si pensa di risolvere questi quattro problemi ex post, good luck with that. E' purtroppo facile prevedere le conseguenze di questa scelta della Commissaria Kroes: la maggioranza degli utenti opterà per il servizio a prezzo minore (che, c'e' da scommetterci, nel giro di un 1-2 anni costerà come quello "full" di adesso...), purchè gli venga garantito Facebook, email, e YouTube.... juan carlos