On 28/06/2018 09:44, Giacomo Tesio wrote:
Ma a valle di una analisi tanto intelligente, credo che andrebbe presa in considerazione la possibilità di ripristinare tale proprietà privata
in effetti Varian ha detto un paio di giorni fa che i beni immateriali non sono rivali e sono solo parzialmente escludibili. questo - in ultima analisi - giustifica il controllo centrale e con esso l'assenza di interoperabilita'. ma non e' cosi'. la crittografia (in certa misura anche una blockchain) consente di rendere nostri i nostri dati e di chiederne percio' la decentralizzazione. IPFS e' una tecnologica abilitante (penso anche soporattutto alla crittografia omomorfica, man mano che ci arriviamo)
Al contrario, forse la proprietà privata dei beni immateriali (o meglio l'assoluta libertà di fruttamento economico) è persino più sostenibile e positiva della proprietà privata di beni materiali.
puo' essere. una delle proposte in giro per il mondo e' appunto la collettivizazione dei dati, dire che tutti i dati sono pubblici. identificata la questione, ci sta una divisione ideologica tra chi sostiene che tutti i dati debbano essere di tutti e chi sostiene che i miei dati sono miei e me li gestisco io. (con un certo insieme di regole) io propendo per la seconda ipotesi NB, varian non ha detto che non sono escludibili (altra cosa che avrebbe svuotato google) ma che sono parzialmente escludibili...
Quanto alle soluzioni, non condivido un'assunzione fondamentale del tuo articolo: che si possa trovare una soluzione ai problemi del capitalismo nel mercato capitalista.
di questo ho avuto una lunga discussione con Morozov a cena un annetto fa o giu' di li. lui la pensa come te. io la penso diversamente. la gestione monopolisitca dell'informazione non è questione caratteristica del capitalismo o del socialismo. ci puo' essere in ognuno dei due casi. C'e', in forma diversa, in USA, in Cina, in Russia. non e' un problema del capitalismo. (o del socialismo) in effetti nella versione lunga dell'aritcolo (tagliata per ragioni di spazio sul giornale) uso i termini centralismo/decentralismo. io posso essere socialista e pensare che sia bene il controllo centralista dell'informazione (controllato dallo stato) o posso essere capitalista e pensare altrettanto che sia bene - come dice varian- (controllato da privati)
- la dimensione nazionale: lo stato era in condizione di imporre le proprie leggi sul proprio territorio con un potere fisico e culturale soverchiante rispetto a quello delle aziende presenti
ho tagliato i punti precedenti perche', in forme diverse, ci sono anche oggi. questa affermazione merita una riflessione. quando incontrai il capo lobbista di apple nella loro sede a bruxelles che mi suggeri' di ritirare la mia PDL sulla device neutrality, il suo secondo argomento fu esattamente questo. Non a caso il fouco della campagna stampa contro la legge fu incentrato su "Apple potrebbe non vedere piu' gli iphone in italia". E' ovviamente una sciocchezza. Nessuno rinuncia ad un mercato di miliardi a breve termine per una norma che pone dei limiti che producono possibilmente effetti a lungo termine. Google news fu chiuso in spagna ma per google, Google news e' una fonte di costo, non di profitto. mandare la palla in tribuna, rinviando la cosa a bruxelles o all'OCSE o al WTO perche' lo stato nazionale o l'unione non avrebbe la forza sufficiente e' un meme indimostrato. una volta che uno parte, se la cosa e' buona, gli altri seguono. l'antitrust, il diritto di sciopero o le ferie pagate non sono cose che sono nate assieme in uno stesso momento in tutto il mondo. le avanguardie nazionali servono eccome! nel mio caso specifico, la legge e' stata fatta identica in korea (in realta' ancora piu' drastica, e comuqnue vi si vendono ancora gli iphone), simile in canada, la francia sta chiedendo alla UE di farla, la corte di giustizia USA ha avocato a se' in modo irrituale una decisione sull'integrazione verticale dell'App store... ci vorranno 5-10 anni, ma accadra'. questo e' il ruolo della Politica. e' vero che hanno un potere soverchiante rispetto alle aziende locali, ma non rispetto allo Stato.
Oggi invece: - la tecnologia comprime salari e sottrae posti di lavoro, incrementando le disuguaglianze e spingendo la popolazione nelle periferie
vero, a maggiore ragione e' opportuno intervenire, poi ci dividiamo sul come.
- le infrastrutture materiali hanno raggiunto livelli di efficienza tali da produrre rendimenti decrescenti
da malthus in poi.
- le normative, seppur malleabili ed aggirabili, rappresentano costo fisso da un lato ed una barriera all'ingresso che protegge gli operatori esistenti dall'altro
talvolta viene fatto un oso strumentale di questo tipo, talvolta e' l'opposto.
- la dimensione globale pone gli stati sovrani (ed in particolare le democrazie) in condizione di svantaggio nei confronti di capitali che operano a livello internazionale
solo perche' la politica non decide di intervenire. il controllo degli stati sui sitemi di pagamento e' totale (o diciamo, c'e' al 99,99%) e' solo una decisione politica usare questo controllo.
Dunque, *temo sia ingenuo* (e dunque pericoloso, perché sfruttabile da parte degli interessati) applicare il vecchio motto liberale del "più mercato". Soprattuto perché*nel nome del mercato molti intendono "meno regole"* (o regole conniventi...).
la mia frase dice esattamente che piu' mercato vuol dire piu' concorrenza, piu' contendibilita', piu' regole per favorire il decentralismo e piu' regole per affrontare esternalita' negative. in effetti questa frase la ho cambiata nel tempo perche' da una discussione con degli amici "politicamente impegnati" in USA mi sono accorto che per loro "piu' mercato" = "meno regole" ma e' vero esattamente il contrario. l'assenza di regole uccide il mercato.
Se *la computazione degli Europei fosse distribuita nelle case* invece che concentrata nel "cloud" (termine nebuloso che significa la server farm di qualche multinazionale")?
e' la tesi dell'articolo. ci vuole piu' decentralismo. l'articolo sul giornale conclude Credo che abbiamo bisogno di rispondere come la società occidentale ha risposto alla rivoluzione industriale, ovvero con più mercato. Credo che non si debba cedere alla logica della ineluttabilità dei sistemi chiusi e si debba schierarsi convintamente con forza dal lato dell’apertura. Per affrontare la rivoluzione digitale abbiamo bisogno di un pacchetto complessivo di provvedimenti che si fondino sui princìpi di ciò che abbiamo già fatto nel periodo della rivoluzione industriale: nuove forme di fiscalità, innovazioni nel welfare, nei diritti dei lavoratori e dei prestatori professionali, controlli pubblici di garanzia per i consumatori e, in modo fondamentale, aumento della concorrenza, regole procompetitive, contendibilità degli utenti, interoperabilità dei servizi, ecc. la versione estesa e' piu' puntuale e recita Credo che abbiamo bisogno di rispondere come la società occidentale ha risposto alla rivoluzione industriale, ovvero con più interventi a favore del mercato, favorendo una minore concentrazione dell’informazione e regolamentando le esternalità negative. Credo che non si debba cedere alla logica della ineluttabilità dei sistemi chiusi e si debba schierarsi convintamente con forza dal lato dell’apertura. Per affrontare la rivoluzione digitale abbiamo bisogno di un pacchetto complessivo di provvedimenti che si fondino sui principi di ciò che abbiamo già fatto nel periodo della rivoluzione industriale: nuove forme di fiscalità, innovazioni nel welfare, nei diritti dei lavoratori e dei prestatori professionali, controlli pubblici di garanzia per i consumatori e, in modo fondamentale, aumento della concorrenza, regole procompetitive, contendibilità degli utenti, interoperabilità dei servizi, ecc. il fatto che sia "distribuita nelle case" non mi pare cosi' rilevante. penso sia piu' rilevante il fatto che il suo controllo sia nella disponibilita' dell'utente che possa scegliere. io penso che a tendere "vivremo in un computer" ovvero che le nostre funzioni di calcolo, storage potranno essere dovunque (in tasca, in casa, in uno o piu' DC sparsi in giro per il mondo, sui computer di altri (fogging)) e che la nostra identita' sia l'asset competitvo ultimo, che il suo controllo debba essere nella disponibilita' dell'utente cfr prima parte di questo https://goo.gl/fQAKu6 ciao, s.