Caro Fabio,
infatti ho apprezzato il pezzo ed il taglio anche critico.
Volevo solo sottolineare che mi pare che la partecipazione
intesa come e-democracy necessiti di interventi più
complessi ed organici, mentre molte volte viene ridotta a
soli strumenti informatici. La stessa cosa si è fatta in
precedenza con l'e-gov: investimenti notevoli in
sistemi
per i cittadini, rimasti sottoutilizzati perchè è mancato
il coinvolgimento delle persone.
Credo si debba partire dalla società e dalle persone ed
evolvere verso la partecipazione on-line, più difficile il
percorso inverso...
A.
On Tue, 9 Jul 2013 09:18:13 +0100 (BST)
fabio chiusi <
fabiochiusi@yahoo.it> wrote:
> Caro Alessandro,
>
> parlo di un esempio di e-democracy - e ti ringrazio per
>avermi dato l'occasione per chiarire - perché oltre ai
>due questionari attualmente disponibili c'è un tentativo
>di alfabetizzazione a mio avviso importante (con le note
>informative e il glossario continuamente richiamati),
>perché è prevista una fase di discussione a partire dai
>risultati dei quesiti (il che significa che ci sono vari
>livelli di
partecipazione, che mi pare una cosa saggia
>visto che non tutti hanno ore da dedicare alle riforme
>costituzionali) e perché il sito - dice il ministro -
>sarà un canale permanente di dialogo col cittadino, non
>limitato dunque a questa consultazione (che, certo, al
>momento risente di tutti i limiti di un questionario a
>risposte chiuse). Speriamo alle promesse, da questo punto
>di vista, seguano i fatti.
>
> Le criticità, come evidenziato nel pezzo, non mancano.
>Ma l'approccio mi sembra molto più consapevole e
>strutturato rispetto per esempio ai tentativi del governo
>Monti. Un inizio, insomma, anche per diffondere un po' di
>familiarità con l'idea di partecipazione alla vita
>democratica tramite Internet. Senza pensare certo che si
>esaurisca in questo, anzi. Ma senza nemmeno dimenticare
>di registrare qualche piccolo passo in
avanti, quando -
>come a mio avviso in questo caso - lo si riscontri.
>
> Del resto, partire con una piattaforma istituzionale
>deliberativa in senso più ampio sarebbe stato un rischio,
>dati i bassissimi livelli di alfabetizzazione sul tema.
>Un passo alla volta. Il segnale positivo è che il
>ministro non si è sottratto al confronto, e che le
>critiche sono state recepite in modo costruttivo.
>
> Concordo comunque con te - come ho scritto nel pezzo -
>che alcune domande sono di difficile comprensione, e che
>in ogni caso non bastano rispettivamente 5 e 20 minuti
>per compilare il questionario cum grano salis. Pensa
>quanto tempo ci vorrebbe per strutturare una legge in
>crowdsourcing...
>
> Grazie degli spunti
>
> f.
>
>
> ________________________________
> Da: Alessandro Mantelero
><
alessandro.mantelero@polito.it>
> A: NEXA server <
nexa@server-nexa.polito.it>
> Inviato: Martedì 9 Luglio 2013 10:07
> Oggetto: [nexa] partecipa.gov: e-democracy?
>
>
> E-democracy, il governo ci prova
>
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-democracy-il-governo-ci-prova/2210744>
> Si parla del portale
http://www.partecipa.gov.it/ come
>esempio di e-democracy.
> Guardando i quesiti dei questionari, a me pare una
>consultazione piuttosto strutturata, es:
>
> "Il sistema parlamentare
italiano è fondato su un
>bicameralismo paritario e simmetrico, nel quale la Camera
>dei Deputati e il Senato della Repubblica svolgono le
>medesime funzioni nell’ambito del procedimento
>legislativo, danno entrambe la fiducia al Governo e i
>loro componenti sono eletti dal popolo.
> 2. Secondo te, l’attuale Parlamento composto da due
>Camere che hanno identiche funzioni e formate con
>meccanismi analoghi è:
> - da conservare;
> - da modificare, differenziando solo le funzioni di
>Camera e Senato e non la loro composizione;
> - da modificare, differenziando sia le funzioni sia la
>composizione del Senato, il quale diventa rappresentativo
>degli enti territoriali;
> - da modificare, prevedendo un’unica Camera;
> - altro;
> - non so / nessuna risposta."
>
> Le opzioni non mi paiono aperte, ad es, perchè il
>Senato degli enti territoriali? Differenziare le funzioni
>cosa vuol dire (ci sono molti modi di differenziare)?
> Guardando poi gli altri quesiti appaiono criticità
>simili.
>
> C'è poi un ulteriore problema, maggiore direi. Per chi
>sarebbe questa e-democracy? Per una manciata di persone
>che seguono il tema, per gli "addetti ai lavori", o
>coloro che hanno interesse per certi strumenti?
> Personalmente, ma confesso i miei limiti sul tema, credo
>che prima di lanciare piattaforme, consultazioni ecc.,
>occorra preparare il tessuto sociale. La partecipazione
>non si crea mettendo online uno strumento, ma animando un
>dibattito, creando momenti off-line di sensibilizzazione
>sui temi, insomma preparando prima il terreno. Solo in
>seguito ha senso usare questi strumenti, altrimenti non
>siamo alla democrazia in senso moderno, ma alla
>democrazia dei pochi e, in molti casi, poco
>rappresentativi della società (la signora di novant'anni
>usa partecipa.gov?, il disoccupato senza internet? chi ha
>un basso livello culturale?, ecc.).
> Il rischio mi pare sia di conseguire un risultato ben
>poco democratico, senza ricorrere a dietrologie di
>tentativi di legittimazione del "popolo on-line" di
>scelte prese altrove.
>
> Alessandro Mantelero
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
>
nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa--
Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of
Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Past Visiting Fellow, Oxford Internet Institute
http://staff.polito.it/alessandro.mantelerohttp://polito.academia.edu/alessandromantelerohttp://it.linkedin.com/pub/alessandro-mantelero/29/723/a48https://twitter.com/manteleroDepartment of Management and Production Engineering
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