Si, il valore dei dati è enorme e stiamo assistendo alla corsa al loro rastrellamento.
Però mio parere il modello di valorizzazione che proponi è  negativo sia per il cittadino, sia per la comunità:

A- per il cittadino:  la privacy diventerebbe definitivamente un privilegio per chi se lo può permettere ed è cosciente della sua importanza. Cosa che in parte già avviene: ad esempio in Belgio se vuoi che il tuo numero di telefono non venga pubblicato sull'elenco telefonico, oppure non appaia durante le chiamte devi pagare un alto costo aggiuntivo. Le classi meno abbienti accetterebbero questo modello per raggranellare qualche centesimo.

B- per la comunità: le informazioni (personali o aggregate) verrebbero acquisiti da poche grosse società (gli oligopolisti dei big-data). Su questi dati farebbero ricerca e addestrerebbero i loro algoritmi. Visto che queste società non sono enti pubblici o società di beneficenza, i risultati sarebbero acessibili solo a fronte di un controvalore (pagamento o ulteriore estrazione di dati) solo da chi può permetterselo. La privatizzazione dei dati e la scomparsa del comncetto di dati come bene comune,  affosserebbe definitivamente la ricerca e i servizi pubblici, e consoliderebbe gli oligopoli esistenti.

Per me i dati non devono essere privatizzati e devono essere rimanere un bene comune (gestiti rispettando i diritti di privacy: anonimizzandoli, aggregandoli, ...), utili per chiunque voglia utilizzarli per il bene comune (ricerca medica, bisogni dei cittadini,  previsioni di traffico, del tempo metereologico, densità alloggi, etc...).
Una volta consolidato questo assunto; una volti resi coscienti i cittadini del valore dei loro dati (anche quelli estratti con i sensori dell'IoT) si potrebbe pensare a come tassare il loro utilizzo da parte di chi li utilizza per fare profitto.

Francesco

, On 09/02/18 12:05, Giacomo Tesio wrote:
Molto interessante! :-D

In questi giorni riflettevo sul valore dei dati personali che inconsapevolmente emettiamo durante la nostra operatività tecnologica...

Secondo me bisognerebbe stabilire un tot a bit informativo utilizzato. Forse un euro è troppo, ma probabilmente 10 centesimi è ragionevole...
Io mio sesso è un bit, i miei gusti sessuali un altro bit, quanti figli ho direi può richiedere 5 bit... per ogni bit che utilizzi devi pagare un tot al proprietario.

D'altro canto il valore che puoi trarre da quei bit è molto maggiore...


Giacomo


2018-02-09 1:16 GMT+01:00 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it>:

Letter: Protect our valuable NHS data from Big Tech

https://t.co/Pb3jHjrvcr

 

m.c.


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