A proposito di self hosting. L'istanza Jitsi di Nexa dovrebbe comprendere anche un server XMPP attivo con Prosody. Avete pensato di creare una stanza di discussione pubblica su XMPP ? Proprio ora che si parla tanto di messaggistica e sistemi federati, sarebbe interessante poter frequentare anche quello spazio. Buon pomeriggio Mario Sabatino Il 12 febbraio 2021 07:27:19 CET, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> ha scritto:
Giacomo
sai che sono concettualmente d'accordo sul fatto che l'informatica vada insegnata a tutti. Pensiero non particolarmente originale il mio. George Forsythe, analista numerico che fu tra i fondatori del dipartimento di Computer Science di Stanford aveva scritto nel 1968 [1]: «L’apprendimento più valido nell’istruzione tecnica o scientifica è rappresentato da quegli strumenti mentali di utilità generale che rimangono validi per tutta la vita. Considero il linguaggio naturale e la matematica come i più importanti fra questi strumenti, e l’informatica come il terzo».
Il punto è, però, quanta e quale informatica insegnare, e per farci cosa?
Consideriamo la matematica. Quanti di quelli che pure l'hanno studiata per 13 anni nelle scuole sono poi in grado di calcolare correttamente una percentuale inversa? (Se X è Y% di Z quanto vale Z?) Oppure una media aritmetica? Certamente il modo perverso con cui la matematica viene insegnata ha le sue colpe, ma il punto è che tra formazione culturale di base e capacità di padroneggiare bene i meccanismi c'è un abisso.
Come questo è vero per la matematica, è vero anche per l'informatica, entrambi strumenti mentali "general purpose".
Il self-management dei sistemi informatici non è praticabile a livello di massa perché non basta avere la conoscenza concettuale e perché usare l'informatica non sarà MAI come guidare un'automobile o usare una caldaia. Per questi dispositivi siamo riusciti a semplificare le modalità di gestione perché sono (se mi passate il termine) strumenti mono-dimensionali. Un sistema informatico è una "macchina cognitiva" [2], un meccanismo automatico che simula funzioni cognitive razionali dell'uomo (un sistema infinito-dimensionale, sempre se mi passate il termine), senza la capacità di cambiare il proprio modo di operare se le condizioni al contorno mutano in modo non previsto dal progettista.
Certo, potremo avere in casa il server personale di posta elettronica (e lo ritengo anche auspicabile per molti motivi), ma solo se la sua gestione/manutenzione - in generale, parlando della massa - è affidata a tecnici. Come accade per la caldaia del riscaldamento: ognuno può avere la sua, ma una volta l'anno o in caso di problemi, chiama il tecnico per la revisione/manutenzione.
Ciao, Enrico
[1] George E. Forsythe, What To Do Till The Computer Scientist Comes”, The American Mathematical Monthly, 75(5), 454-462.
[2] https://link-and-think.blogspot.com/2019/12/insegnare-informatica-per-govern...
Il 11/02/2021 21:24, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao Marco,
On February 11, 2021 5:16:28 PM UTC, "M. Fioretti" wrote:
Come diceva Ford, il progresso vero e' quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti, non solo per i pochi eletti nati con le sinapsi giuste per progettare un aereo, costruirselo e pilotarselo in proprio.
Il problema di questi paragoni è che applicano deduzioni derivate dalla storia economica di varie tecnologie "special purpose" ad una tecnologia "general purpose".
Il fuoco, la ruota, la vela, l'affettatrice per il pane, il motore a scoppio o la catena di montaggio di Ford sono tecnologie special purpose: affrontano uno specifico problema e lo risolvono.
La pittura, la scrittura, l'alfabeto, i numeri arabi, la stampa, i computer invece sono tecnologie general purpose, che non riguardano l'economia se non in modo secondario.
Le tecnologie general purpose determinano la storia e l'evoluzione (o le evoluzioni) della nostra specie su una scala diversa dalle altre.
Non modificano una singola attività, ma come pensiamo, collettivamente. Modificano ogni singola attività umana, dalla sua pianificazione alla interpretazione dei suoi effetti.
E che male c'e'? Per essere un cittadino informato, anche per votare in proposito, sul trasporto aereo, [...] Non serve certo saper "programmare" un aereo. E vale per qualsiasi tecnologia.
No: vale SOLO per le tecnologie "special purpose".
Ma se non sapessi leggere, scrivere o contare?
Se fossi COSTRETTO a fidarti dello scriba di quartiere per leggere, scrivere o contare qualsiasi cosa?
Potresti definirti cittadino in una società che richiede comunicazioni scritte per qualsiasi cosa?
basta avere un'idea chiara dei costi, dell'impatto ambientale del volo, delle conseguenze sociali e occupazionali di aprire aeroporti dove (non) servono, e cose del genere.
Su quanto questo sia falso ho già annoiato la lista abbondantemente
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-January/020145.html
L'economia non dispone di strumenti utili a comprendere l'informatica. Tanto meno a governarla.
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