Andrea Glorioso ha scritto:
Caro Paolo, cari tutti,
mi scuso per il ritardo con cui rispondo a questa tua email - sono stato in viaggio e l'arrivo della nuova Commissione sta rendendo questo mese di Dicembre "interessante" (nel senso cinese del termine).
Ben tornato! [traffic shaping agnostico]
Mi sembra un approcio ragionevole, anche se non mi e` chiaro se permetterebbe di prioritizzare i pacchetti relativi a flussi di comunicazione sottoposti a vincoli piu` stringenti di altri (per esempio, flussi (quasi) "real time" come il video).
Andrebbe fatta un'analisi tecnica, però se venisse (de)prioritizzato qualcosa credo che non sarebbe più agnostico.
Nel caso specifico mi hai convinto. Ma non sono certissimo che molti ISP non facciano overbooking in rapporti 100:1 o superiori. Il grosso problema che abbiamo (qui in Commissione) e` avere dei dati certi o quantomeno solidi su queste dinamiche.
Capisco... quindi la mia assunzione sul <100:1 è piuttosto traballante. Non che la cosa faccia fare bella figura agli ISP, comunque. :)
2 e 3 mi sembrano punti convincenti.
> 4) prima del blocco del VoIP effettuato dalle compagnie mobili > di Francia, Spagna e Germania, non c'erano problemi di > congestione dovuti al suo utilizzo
Questo puo` dipendere da un utilizzo piu` massiccio dell'applicazione.
Certo. Comunque, i punti 2 e 3 sono ampiamente sufficienti.
Ecco, qui inizio ad essere confuso. Qual e` la differenza tra l'avere un cliente che paga per avere una banda minima garantita e un cliente che paga perche` le strozzature di banda sul suo traffico siano eliminate in presenza di congestione?
Non sono certo di aver ben compreso la domanda... se non ho capito male, direi che la differenza sostanziale è che nel primo caso il cliente paga per un servizio aggiuntivo, nel secondo invece paga per ottenere ripristinato un servizio che gli è stato tolto artificialmente dall'operatore (dove "artificialmente" è definito nella mail precedente dove ci siamo trovati d'accordo).
Nel caldeggiare l'applicazione di soluzioni QoS valide su tutta Internet, si corre il rischio di incoraggiare le fusioni tra operatori di telecomunicazioni, che non sono necessariamente la strada da percorrere per garantire un mercato concorrenziale.
Probabilissimo, e sono anche d'accordo, ma allora qui può sorgere un problema, perché parrebbe che una buona parte di ISP siano disponibili a offrire soluzioni QoS a prezzi aggiuntivi, e molti clienti sono interessati a queste proposte. Se domanda e offerta si incontrano, sarà difficile evitare l'applicazione di soluzioni QoS.
> Per motivi di ordine legale ai sensi degli artt. 101 e 102 TEU > (o 81 e 82 TEC) che rendono arduo aprire una procedura di > infrazione nei casi in cui non ci sia un mercato univoco e ben > definito (di nuovo un esempio: se France Telecom, che si occupa > di telecomunicazioni, stringesse un accordo con Vivendi > Universal per distribuire i suoi contenuti audiovisivi e > imponesse un blocco totale ai contenuti della Time Warner, > oppure, meglio ancora, nei confronti di chi genera contenuti > open o addirittura gratuiti, come sarebbe possibile dimostrare > che siamo in presenza di pratiche anticompetitive?
Il "mercato rilevante" in questo caso sarebbe quello dei contenuti audiovisivi, no?
...mentre l'ISP o le telco operano nelle telecomunicazioni e potrebbero semplicemente difendersi dicendo che essi hanno offerto al loro miglior cliente la QoS più alta possibile: che siano contenuti audiovisivi o qualsiasi altra cosa, è un trattamento riservato ad un cliente che paga tariffe particolari. L'ISP e la telco sosterrebbero di limitarsi ad operare nel mercato delle telecomunicazioni. Vorrei approfondire, se ti è possibile, questo punto, perché se ci fosse un modo di dimostrare la presenza di pratiche anticompetitive in questi casi, sarebbe importante anche per la Rete e la neutralità.
Mi riprometto comunque di riflettere meglio sulla questione, eventualmente consultando informalmente anche dei colleghi del Direttorato-Generale Concorrenza.
Benissimo!
Detto questo, continuo ad essere convinto che la miglior ricetta ad eventuali problemi di filtraggio/blocco sia la presenza di un mercato competitivo per i servizi di telecomunicazione *unito* ad una simmetria informativa tra consumatori e fornitori di tali servizi. Oggi si puo` dibattere sull'esistenza del primo, mentre la seconda *sicuramente* non esiste.
Qui chiudiamo il cerchio e ritorniamo al punto di partenza, certamente l'eventuale sufficienza di queste due condizioni per risolvere i problemi di filtraggio/blocco dipende, secondo me, dalla risposta alla questione citata appena sopra. Per quanto riguarda la simmetria informativa, la Direttiva servizio universale del Telecoms Package è (almeno in questo) sicuramente un passo in avanti.
> Forse è possibile trovare un compromesso che possa soddisfare > tutte le parti in causa. Mi riferisco alla legislazione proposta > e approvata in Finlandia e Spagna per riconoscere Internet come > servizio universale, andando a definire alcuni parametri minimi > di accesso che devono essere garantiti a prezzi ragionevoli (mi > ricorda un po' quello che avviene da decenni per acqua ed > elettricità), oltre naturalmente ai principi norvegesi, che pur > essendo meno forti di quelli proposti dalla FCC americana > sarebbero comunque un grande salto di qualità rispetto al > Telecoms Package.
Io non ne sarei cosi` certo, soprattutto vista le definizione del tutto circolare di "reasonable network management practices" proposta dalla FCC.
E infatti avevo scritto il tutto prima di essere consapevole di questa "concessione" della FCC: ne avevo sentito parlare ma non sapevo ancora che ci si sarebbe seduti al tavolo delle trattative per discutere di queste pratiche "ragionevoli" che, per l'appunto, se non sono definite rigorosamente possono significare fin troppe cose. Sospetto anche, ma questo è un mio punto di vista molto particolare, che ammettere delle pratiche ragionevoli di traffic shaping sia l'unico modo con cui la FCC e l'amministrazione Obama possano conciliare (solo in apparenza) la difesa della NN con il copyright enforcement, lo streaming video preferenziale e con le disposizioni ACTA. Pertanto, in effetti, risultano al momento più chiari e trasparenti i principi del ministero delle telecomunicazioni norvegese.
Ma concordo che oggi la situazione, dato lo sviluppo tecnologico, e` differente e i rischi della DPI sono molto piu` elevati che negli anni '90.
Approfitto per chiederti se ti risulta disponibile qualche documento o qualche pubblicazione che studia le correlazioni fra DPI e privacy, e fra uso della DPI e potenziali violazioni della ePrivacy Directive (la 2002/58/EC) e/o di altre Direttive rilevanti. Ciao, Paolo