Temo Davide che la mia allergia alla confusione fra termini tecnici e buzzword del marketing stia prendendo il sopravvento... Spero di non essere troppo... "apodittico". :-D On Wed, 23 Dec 2020 09:17:10 +0100 D. Davide Lamanna wrote:
Poi certo, un cloud pubblico come quello che proponesti al GARR sarebbe molto migliore di un cloud privato in mano ad una multinazionale straniera, soprattutto per le pubbliche amministrazioni.
E' esattamente il contrario! [...] La confusione viene dall'uso che facciamo in italiano...
No, nessuna confusione: io stavo proprio scrivendo in italiano! ;-)
Pubblico: https://www.treccani.it/vocabolario/pubblico1/ Privato: "sottratto al pubblico" (:-D)
Se parliamo di Cloud Computing, Public e Private hanno significati ben precisi, non possiamo usarne di altri senza fare confusione.
Quando sento parlare di "Private Cloud" per identificare data center dove diversi sistemi di virtualizzazione vengono orchestrati per isolare e coordinare i software in esecuzione, a me viene un po' l'orticaria. Non perché le tecnologie di cui parliamo non siano interessantissime dal punto di vista tecnico, ma perché il termine "cloud computing" non ha alcun valore informativo (come AI, per esempio, e tutti i termini evocativi nati per ragioni di marketing). Ad oggi, il vapore non fa calcoli. Dunque ritengo che sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista più divulgativo, sia stata la scelta commerciale dei termini "Private Cloud" e "Public Cloud" a ingenerale confusione. Sicuramente in italiano "pubblico" e "privato" hanno anzitutto il significato cui facevo riferimento: bene comune (come una scuola) o bene privato (come un cellulare).
Ma io posso farmi il mio Private Cloud e dare accesso a tutto il codice sorgente, sia quello applicativo ospitato dalla mia cloud, sia quello infrastrutturale con cui ho costruito la mia cloud stessa. OpenStack, Kubernetes, Ansible, Docker, GitLab, sono tutti a codice sorgente aperto, ad esempio.
Sì, ma rimane comunque un data center che esegue macchine virtuali. Queste tecnologie hanno (forse) abbassato i costi (soprattutto quelli fissi iniziali), standardizzando ed automatizzando molti use case comuni. Tuttavia ai miei tempi (come sono vecchio!) con il buon vecchio Xen, tempo e santa pazienza, un buon sistemista avrebbe comunque potuto realizzare un'identica infrastruttura virtuale. Certamente la realizzazione di tale infrastruttura sarebbe costata molto di più, sebbene forse i costi ricorrenti di manutenzione ed evoluzione in molti casi sarebbero stati nettamente inferiori (tanto più inferiori quanto meno standardizzabili fossero state le esigenze servite). Ciò che OpenStack, Ansible etc forniscono è la programmabilità dell'infrastruttura, la possibilità di realizzare e riprodurre un certo setup con un costo marginale quasi nullo in termini di ore uomo. Come tecnologia ha certamente moltissimi casi d'uso, ma in quanto architettura centralizzata, la diffusione di reti broad band e la riduzione dei costi dell'hardware potrebbero renderla marginale. Ovviamente se (e solo se) questo incremento delle possibilità di calcolo e comunicazione saranno accompagnate da un aumento della cultura informatica nella popolazione. Perché noi in Europa possiamo ancora scegliere fra usare l'innovazione: - per aumentare le libertà dei cittadini - per aumentare il controllo sui cittadini Se il 5G o il FTTH verranno usati per riempire le case di aggeggi che inviano dati nel cloud (pubblico o privato, Public o Private ;-) avremo realizzato la distopia orwelliana definitiva. Quella, per intenderci, cui lavorano da anni negli Stati Uniti ed in Cina. Se invece verranno usati per aumentare la libertà effettiva dei cittadini, invece che il potere SUI sudditi, mettendo la popolazione in condizione di avere pieno controllo sulla propria vita cibernetica, avremo realizzato l'infrastruttura fondamentale per una democrazia cibernetica. Chi vuole la prima, spinge per continuare così. Esalta le magnifiche sorti e progressive, l'accumulo di dati e la violazione della privacy come valori positivi etc... Chi vuole la seconda, spinge per una nuova strada, Europea, democratica e plurale dell'informatica. MA ATTENZIONE: la licenza del software (libero, proprietario o open source) non ha, di per sé, alcuna influenza su quale sarà l'esito di questa lotta. Non è un caso che i GAFAM siano fra i maggiori sponsor dell'open source. Tuttavia, il software libero esiste per realizzare una società libera. E' dunque importante che noi che lo realizziamo, iniziamo a riconoscere ed accettare questa responsabilità politica e lo progettiamo in modo che faciliti la democrazia cibernetica e ostacoli ogni uso oppressivo.
Anche io (e penso tutti e tutte qui) sono convinto che le organizzazioni, specialmente quelle pubbliche, dovrebbero gestire in proprio l'IT. Quello che aggiungo a quanto dici tu è: facciamolo in modalità cloud, Private Cloud. Godendo dei vantaggi del Cloud insieme a quelli del Free Software e della Privacy. Nel caso che riporti, quello in cui più organizzzazioni si dotano di una struttura cloud in proprio, come può essere l'ecosistema della PA, si parla di Community Cloud.
Parole a parte, su questo siamo d'accordo.
Le parole sono importanti (cit.).
Certo, ma anche la lingua in cui sono espresse ha un suo valore. ;-)
Certo. Tutti noi lo pensiamo questo. C'è un piccolo problema: quella infrastruttura non è sufficiente al fabbisogno delle scuole italiane, di almeno un paio di ordini di grandezza (stima fatta dal GARR stesso). Per questo stiamo suggerendo di estendere quella infrastruttura. Ci vogliono i denari. Tanti. E le competenze. Tantissime.
Se per caso ti sono sembrato aprioristicamente contrario a questo potenziamento, mi scuso. Al contrario, sono MOLTO favorevole. Tuttavia, l'uso degli stessi termini markettari per descrivere sistemi cibernetici molto diversi, avvantaggia nettamente coloro che quei termini li hanno inventati per vendere i propri prodotti e servizi. Avvantaggia quelli che si fanno pagare... per tenere in pugno i clienti. Il software libero deve essere chiaro, oltre che essere leggibile. Il vapore della "nuvola" lo "appanna". :-D Giacomo