Il giorno ven 30 nov 2018 alle ore 16:47 Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> ha scritto:
Vedi ad esempio il talk che Simon Phipps ha portato "in tour" quest'anno in occasione dei 20 anni di OSI:
https://www.slideshare.net/SimonPhipps/the-third-decade-of-open-source
Ho letto con attenzione e ci sarebbe molto da correggere. A partire dalla quarta slide, le libertà fondamentali sono "usare, studiare, MODIFICARE e condividere", NON "usare, studiare, MIGLIORARE e condividere". La differenza è molto profonda, nella pratica e nella teoria.
Questo cambio di posizione di OSI non ha impedito a RMS di restare incacchiato per la maggior popolarità storica che tale brand raggiunto rispetto a "free software"
Da qualche tempo sto pensando di scrivere un articolo titolato "Why GNU misses the point of Free Software", ma non ho ancora avuto il tempo. Mi sarebbe molto utile a mostrare che non sono un adoratore di St IGNUcius. Tuttavia, onestamente, credo che Stallman sia "incacchiato" per le conseguenze pratiche che questo "rebrand", perché purtroppo un rebrand non è stato. Non ha venduto l'etica del software libero alle aziende, ha venduto l'etica delle aziende americane agli sviluppatori. Questo purtroppo è un fatto, indipendente dalle intenzioni dichiarate da Perens.
--- un'espressione sfortunata per tanti motivi, uno dei quali spesso negletto è che non è il software *in se* ad essere libero, ma i suoi utenti --- ma tant'è.
Credo che questa sia la obiezione più intelligente che ho sentito fin ora. Ci rifletterò. Lo "stigma" del "free" è invece ridicola. Pura propaganda. Marketing.
In quanto docente di un corso universitario di software libero (che *non* ha nel titolo l'espressione "open source" :-)) spiego ai miei studenti che le due nozioni sono uguali o diverse a seconda di sotto quale angolo le si analizza. Da un punto di vista etico/filosofico sono certamente diverse. Da un punto di vista pratico, in termini di libertà offerte all'utente, sono nozioni equivalenti.
Premetto che mi farebbe veramente piacere assistere alle tue lezioni. Tuttavia, in tutta onestà, credo tu stia facendo un disservizio ai tuoi studenti con questa banalizzazione. Da un punto di vista pratico, la differenza è enorme. Un software non è un tavolo, che una volta acquistato ti porti a casa ed è tuo. Non è nemmeno un film o una canzone. Non è un artefatto finito. Come tale, è inscindibilmente legato a chi lo sviluppa. I valori della cultura hacker, fondata sulla Curiosità, non sono presenti nel open source. Il caso di Mozilla, che rifiuta di informare gli utenti di Firefox dei rischi cui li lascia esposti, è emblematico. Ma ne puoi davvero trovare a bizzeffe, basta accettare di vederli senza relegarli nella categoria delle "eccezioni". Per gli utenti questa è una differenza ENORME. Il software libero ha bachi, ma nessuno li nega e puoi correggerli perché è tendenzialmente semplice. Il software open source ha bachi, ma NON puoi veramente correggerli perché chi lo sviluppa fa in modo che sia impossibile nella pratica, anche se possibile nella teoria. Giacomo