Ciao Davide, anzitutto grazie per gli immeritati complimenti: ho appena finito di preparare le slide e non ho idea di come farò a stare in venti minuti... On Sat, 20 Feb 2021 13:14:39 +0100 D. Davide Lamanna wrote:
"L’informatica può invece descrivere le relazioni probabilistiche che legano informazioni e dati, e li può quantificare, classificare e correlare, spiegando come permettano di influenzare comportamenti individuali al di là del mercato, di coordinare reazioni collettive ed orientare processi storici." [...] Istintivamente vorrei tenermi a distanza dai dati perché mi fa paura il capitalismo della sorveglianza.
Sarebbe un'ottima intuizione, se non fosse concretamente impossibile: come spiegherò nel mio intervento, esprimiamo consapevolmente ed emettiamo inconsapevolmente milioni di byte ogni giorno.
Quindi affermo che i sistemi distribuiti su cui avviene la computazione non dovrebbero essere di terzi, bensì autonomamente creati e gestiti.
Sono perfettamente d'accordo.
Ma quello che leggo qui è stupefacente! Cioè tu dici che esiste un modo per estrarre valore dal surplus comportamentale senza venderlo nel mercato dei comportamenti futuri, ma per socializzarlo in comunità autonome e farle progredire? Ho capito bene?
Questa è una domanda su cui rifletto da tempo. I dati personali potrebbero definire il bene comune di una comunità? O sono inevitabilmente destinati ad essere abusati per controllarla? Non posso risponderti adesso.. ma magari al termine del seminario.. ;-) Giacomo