> per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?

Il software scritto da noi è visibile su:
https://github.com/nexacenter/public-contracts
Mentre per esporre l'endpoint con gli open data trasformati in
linked data abbiamo utilizzato Virtuoso.

L'hardware è un server più che onesto di un paio d'anni fa.
Tuttavia il collo di bottiglia sono stati i 16GB di RAM (sia
perché Virtuoso ne necessita parecchi per caricare grafi
molto grandi, sia perché su quel server abbiamo anche
diversi altri servizi) e la velocità del disco magnetico.

Alessio

Il giorno 31 maggio 2015 11:29, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto:
In data sabato 30 maggio 2015 20:37:49, Federico Morando ha scritto:
> Caro Marco,
>
> in linea di principio hai ragione, però non esageriamo nel pensare che ci
> voglia chissà quale corporation per processare grosse moli di dati..
non intendevo questo.
nè disconosco il valore in se' degli open data (come sai).
IMHO l'errore nell'open data charter sta nel far pensare che il "citizen
empowerement" sia il risultato del solo open data.
il citizen empowerement è il risultato di open data, software libero e
hardware nel controllo dei cittadini.
omettendo ogni riferimento a software libero e hardware nel controllo dei
cittadini si passa un messaggio non corretto.

trovo importante che un documento di così alto livello come l'open data
charter passi messaggi che non possano essere interpretati in modo errato.

> Col
> mega-grafo di tutti i contratti pubblici segnalati dalle PA italiane
> all'ANAC abbiamo messo un po' in ginocchio un PC da meno di un migliaio di
> euro, ma questo tipo di hardware, e competenze di un laureato triennale in
> ingegneria, restano una buona base per processare la più grossa mole di
> dati per il momento aperti da una PA.
per curiosità: che software e che hardware avete utilizzato?

m.c.

>
> Chiaro che il cittadino tipo non sa che farsene di un XML, ma basta l'amico
> smanettone di turno (e un domani spero molte associazioni, sindacati e
> simili) per cavare qualcosa fuori dai dati. Poi i software open source sono
> una risorsa insostituibile per gestire i dati.. insomma, l'empowerment
> aumenta enormemente grazie al sw open, ma i dati aiutano non poco, ceteris
> paribus ;-)
>
> My two cents,
> Federico
>
> Il 30 maggio 2015 15:04:01 CEST, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it>
ha scritto:
> >In data venerdì 29 maggio 2015 17:58:15, Andrea Raimondi ha scritto:
> >> Salve a tutti,
> >>
> >>   leggevo poco fa dell'iniziativa nata all'International Opendata
> >>
> >> Conferenze 2015 in Ottawa: l'International Opendata Charter
> >> <http://opendatacharter.net/charter/>. Mi chiedevo se qualcuno di voi
> >> avesse letto la carta, se avesse qualche commento anche in
> >
> >particolare
> >
> >> rispetto all'iniziativa precedente (cioè la G8 opendata charter).
> >
> >Grazie e
> >
> >> buon lavoro a tutti.
> >
> >IMHO sarebbe importante metttere a fuoco in modo più chiaro quali sono
> >gli
> >obiettivi di questo documento.
> >Open data senza software libero e risorse hardware nel controllo dei
> >cittadini
> >è potere alle aziende private più che potere ai cittadini.
> >Specialmente se i cittadini mettono la testa ed i dati tra le nuvole
> >(nei
> >"clouds").
> >Credo sia necessario raffinare il documento facendo riferimento a
> >questo.
> >Oppure si può eliminare il riferimento a "empowerment of citizens".
> >m.c.
> >
> >> Best
> >>
> >>
> >> Andrea Raimondi
> >
> >_______________________________________________
> >nexa mailing list
> >nexa@server-nexa.polito.it
> >https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> Sent from mobile, please excuse typos. Perdonate la brevità.

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