Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende private a cui le singole autonomie scolastiche pagano un canone annuale; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
Inoltre "La Stampa" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
Alla luce di questi elementi, chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, chiediamo altresì al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
Giovanna Garrone, genitore
Federica Patti, genitore e insegnante