I miei 2 eurocent da persona che interagisce con persone di 27 nazioni, tra cui UK e Italia.
La chiave per me è la frase "l'agenda cambia ogni giorno".
In tutti i paesi dell'UE, governi, parlamenti e amministrazioni cambiano piani. Ma ci sono anche iniziative di lungo periodo che non vengono buttate nel cestino perchè il nuovo dirigente X prende ruolo e deve dimostrare che lui/lei fa le cose in modo diverso.
In Italia ciò avviene troppo di frequente e la domanda è: perché pianificare quando l'orizzonte temporale-strategico è così ristretto?
Almeno questo è quanto si percepisce da Bruxelles.
Ciao,
Andrea
On Sunday, April 8, 2012, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
> Il governo UK ha rilasciato (alpha) il seguente bel sito:
> https://www.gov.uk/designprinciples
>
> A parte il contenuto, due parole sul metodo. Mi viene facile immaginare
> il team che ha prodotto un sito simile: persone competenti (con skill di vario tipo),
> risorse adeguate (non serve molto, ma comunque certamente più di zero),
> cronoprogramma, milestones e, infine, il rilascio.
>
> Nulla di straordinario.
> Anzi, la normalità (come metodologia).
>
> Ma se è normale, perchè allora mi viene estremamente difficile immaginare qualcosa di
> simile in Italia? Penso soprattutto al governo nazionale (a livello locale, soprattutto
> regionale, per fortuna c'è maggior dinamicità).
>
> Intendiamoci, parlo sulla base di esperienze limitate.
> Eppure, per quel poco che ho visto (soprattutto ministero Brunetta),
> un progetto normale come quello del sito UK è virtualmente
> inconcepibile a Roma.
>
> Perchè da noi il normale è inconcepibile?
>
> Perchè, ammesso di aver deciso di fare la "cosa giusta",
> la si cerca sempre di fare coi fichi secchi?
> O senza alcuna attenta riflessione preliminare?
> Oppure sempre per "ieri", ovvero, con scadenze assurde e
> (quindi) senza attenzione per la qualità?
> Eccetera.
>
> Spero che conoscitori della macchina "romana" sappiano, se lo vorranno, illuminarci.
>
> Io sottolineo che forse è proprio l'ultimo punto, la scarsa attenzione
> per la qualità, a spiegare, se non tutto, molto.
> Perchè la qualità richiede organizzazione, metodo, tempi, risorse.
>
> Se la qualità non è un obiettivo riconosciuto, allora bastano tranquillamente
> le "bozzacce" (termine inconcepibile fuori dall'Italia), le slide fatte
> mezz'ora prima, frasi o addirittura interi documenti che in realtà
> non dicono nulla, piani poco meditati perchè tanto l'agenda
> cambia ogni giorno.... Ovvero, l'anomala "normalità" di un pezzo
> importante (e a volte cruciale) d'Italia.
>
> cosa ne pensate?
>
> Intanto auguri di Buona Pasqua e un caro saluto,
>
> juan carlos
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
--
I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep it in mind.
Twitter: @andreaglorioso
Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso
LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro