Che è
un'opinione, seppur proferita da uno dei padri di Internet, che si aggiunge
alle tante espresse nel tempo sull'argomento.
Il discorso resta
viziato dal concetto utilizzato di "diritto umano": se adottiamo l'idea
giusnaturalistica di diritto umano come "intrinsic to us as human beings" (con
le parole di Cerf), universali, immutabili ed onnipresenti, allora
probabilmente il diritto ad accedere ad uno strumento tecnologico che esiste
QUI ed ORA non risulta accettabile. Diversamente, se si guarda al problema in
un'ottica storica, l'idea risulterà certamente più condivisibile: ad ogni
epoca il suo diritto.
A mio
avviso, Internet, giusto o sbagliato che sia, ben può essere
il pretesto per riaffermare con più forza un diritto per troppo
tempo trascurato: il diritto di accesso universale alla conoscenza. Questo è
il vero discrimine con l'esempio del telefono utilizzato da Cerf: un diritto
di accesso al telefono non comporterebbe quel bagaglio di sapere e conoscenza
che solo la Rete è in grado di contenere e condurre.
My two cents,
Corrado Druetta
From: fabio chiusi
<fabiochiusi@yahoo.it>
To: Nexa
<nexa@server-nexa.polito.it>
Sent: Thursday, January 5, 2012 12:14
PM
Subject: [nexa] Internet
Access Is Not a Human Right
Vint Cerf sul
Nyt:
http://www.nytimes.com/2012/01/05/opinion/internet-access-is-not-a-human-right.html?_r=1
Che ne
dite?
f.
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