Trattandosi di una relazione introduttiva ad una tavola rotonda ho dovuto necessariamente essere sintetico, anzi, nel parlare sono stato ancora più stringato, per non togliere tempo agli altri relatori, ma concordo in pieno con le tue considerazioni: oggi la blockchian è venduta appunto come la teriaca veneziana, che prometteva la cura a tutti i mali; quando ho scritto sinteticamente "distribuita dove?" intendevo appunto riferirmi al problema del mining e della distribuzione dei nodi. Anche nella comparazione col pollo ho appunto suggerito che un DB classico porti allo stesso risultato.
D'altra parte la blockchain è stata teorizzata inzialmente in ambito ciberpunk, ovvero in una comunità anarchica, per superare il problema (secondo la loro visione) di un'autorità centrale di controllo. Come abbiamo detto in conferenza, se è proprio l'autorità centrale a proporla, significa che non si fida di se stessa?

Interessante l'osservazione sul timestamp, ma, dato che un ipotetico sistema blockchain raccoglierebbe i voti di tutta Italia, non credo che sarebbe ragionevolmente possibile associare ad un'ora esatta una persona specifica. Potrebbe forse accadere con l'ultimo che vota alle 22.59.59, ma, per quanto poco simpatico, che un solo elettore in tutta Italia sia potenzialmente identificabile non sarebbe il problema centrale, né varrebbe la pena di mettere in piedi un sistema di hacking per un solo caso. Però potrebbe, in effetti, porsi il problema per l'elezione comunale di un piccolo centro.

La blockchain, come diceva Marco Calamari, in ultima analisi è un servizio di notariato elettronico che non soggiace ad un'autorità centrale. Se serve un servizio di notariato elettronico e non si vuole ricorrere ad un'autorità centrale ha delle grandi potenzialità, altrimenti, come diceva (mi sembra) Gianbattista Vieri, vale la conclusione a cui è giunto Fantozzi riguardo la Corazzata Potemkin.

Saluti

D.

From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it>
Sent: Monday, December 3, 2018 10:51 AM
To: Diego Giorio
Cc: Marco Ciurcina; Matteo G.P. Flora; Nexa
Subject: Re: [nexa] Quattro chiacchiere su GDPR e BlockChain
 
Il giorno lun 3 dic 2018 alle ore 10:03 Diego Giorio
<dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
>
> Quello che penso sulla blockchain, anche se applicata all'eletorale, l'ho illustrato ad e-privacy lo scorso sabato:
>
> https://urna.winstonsmith.org/materiali/2018we/atti/2018W_SAMA_GIORIO_MA-PDF_blockchain-elezioni_GDPR.pdf

Ho letto con attenzione.

Prima di proporti alcune obbiezioni, voglio sottoscrivere una delle
tue conclusioni:

> studiando e sbagliando si potrà arrivare forse ad una svolta

Su questo sono totalmente d'accordo. Studiando e sbagliando si impara.
Basta NON vendere gli esperimenti come tecnologia disponibile.
Per quanto possiamo apprendere sulla credulità umana attraverso le
truffe, queste vanno comunque perseguite.


Due obbiezioni:
1. l'ordine delle transazioni ed il loro timestamp potrebbe essere
utilizzata per svelare l'identità del votante
   - con ovvie conseguenze sul voto di scambio
   - in modo incompatibile con il GDPR
2. chi si occuperebbe del mining?
   - la macchina di voto? facciamo votare una persona ogni 10 minuti?
   - lo stato? ma allora perché blockchain e non db relazionale?
   - terze parti in Cina? :-o

Ad un certo punto scrivi:
>
> Per ciò che riguarda la blockchain in senso assoluto, sicuramente
> si tratta di un approccio innovativo e dalle grandi potenzialità [...]
> si tratta di uno strumento da studiare, da utilizzare quando può
> veramente servire, ma che si deve applicare in modo corretto

Mi rendo conto che la mia posizione è (spesso) un po' controcorrente,
ma io queste potenzialità non le vedo.
E' un hack interessante, divertente, intellettualmente stimolante.

Vale la pena studiarlo per un ingegnere software, nel caso si dovesse
davvero incontrare un caso d'uso in cui tale hack fosse la soluzione
migliore fra quelle disponibili.

Per il momento però, nonostante l'attenta ricerca (:-D), tale caso
d'uso non appare ancora all'orizzonte.


Giacomo