On Sunday, 5 April 2020, Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us> wrote:
> Caro Giacomo
>
> " Sono certo che sarebbe un'ottima tecnica per monitorare il bestiame." Pare un modo neanche troppo delicato per dire che i cinesi sono bestie, ma son sicuro non fosse quello l'intento vero?
Assolutamente no: semplicemente pensavo fosse chiaro a tutti che essere trattati come bestiame è molto diverso da essere bestie.
> Dal paper dovrebbe essere chiaro che dobbiamo solo esser grati ai cinesi per questo studio che mette in evidenza il grado di trasmissibilita' in condizioni asintomatiche, studio cui ne sono seguiti altri sempre importanti.
Di certo informazioni utilissime.
Ma esiste un limite a ciò che si può fare in nome della ricerca scientifica?
Quanta parte di quella ricerca viene usata per legittimare la sorveglianza di massa?
> Inoltre, ad oggi la stima e' piu' del doppio di quanto dici, tra il 22 e 25% della popolazione italiana, per buona misura facciamo 20 milioni a fine settimana.
Dipende dalle fonti, ma avevo scelto una fonte "ottimista" per non usare l'argomento più ovvio e banale.
Visto che ci tieni...
> Si tratterebbe quindi di mandare un messaggio sul cellulare vuoi dei 10 vuoi delle 64.000 persone e dir loro che sono a rischio di essere contagiati e contagiosi e di chiudersi in casa per 15 giorni.
Pensaci un secondo.
20 milioni di infetti.
3 contatti univoci a infetto.
In pratica, metti tutto il Paese in quarantena per 15 giorni.
Niente più medici. Niente più supermercati.
Non sono così convinto che salveremmo molte vite (anzi!) ma passi!
Ma a che serve il tracciamento a quel punto?
A niente, appunto.
> Qui non si parla di aumentare il numero dei tamponi rispetto a quelli correnti ma di tracciare a ritroso I contatti di chi risulta positivo.
Appunto.
Si parla senza avere la minima cognizione medica della questione.
Se non fai i tamponi, il tracciamento di contatti/spostamenti non serve a nulla. Perché i potenziali infetti cui mandi gli sms a loro volta avranno avuto altri contatti, nel frattempo.
Peggio!
Se applicassimo meccanicamente l'algoritmo che hai descritto avremmo più morti e non solo di corona virus.
E un contagio più rapido a causa del falso senso di sicurezza di coloro che sono contatti indiretti di un malato.
Giusto per chiarire: quando, diverse settimane fa, avemmo il primo caso in azienda (uno dei primi nella nostra provincia) furono messe in quarantena fiduciaria solo 8 persone (una frazione di quelle effettivamente entrate in contatto con il collega malato a meno di un metro e per più di 15 minuti).
La cosa interessante è che questi colleghi hanno chiesto all'ASL quali precauzioni avrebbero dovuto prendere i loro famigliari, mogli, mariti, figli adolescenti etc... La risposta fu "non è necessaria alcuna precauzione, perché loro sono contatti indiretti del malato".
Questa totale assenza di buon senso (che originava dalle indicazioni dell'unità di crisi) non è risolvibile attraverso la tecnologia che, come vedi, la ripropone invariata.
Giacomo