Il 18/08/2011 11:26, marco scialdone ha scritto:
L'attività del coreper da quello che ho potuto leggere è finalizzata ad "istruire la pratica".

Mi pare di aver capito che se c'è votazione unanime, l'argomento viene messo direttamente in votazione (senza ulteriori discussioni) alla seduta successiva del Consiglio, mentre se la decisione viene presa a maggioranza, allora è necessaria una discussione.

E' corretto?

Si. Il COREPER fa anche altro, per esempio i suoi funzionari negoziano direttamente con il Parlamento e coordinano le attività dei numerosissimi comitati del Consiglio. Quando prepara un atto da sottoporre al Consiglio il COREPER (o meglio il gruppo di lavoro competente del COREPER) può stabilire che si tratta di un "A-Point" (Agreed Point): in questo caso l'atto preparato va in votazione al Consiglio senza essere soggetto ad ulteriore discussione. Le condizioni affinché si stabilisca che si tratti di un "A-Point" sono appunto di accordo unanime fra tutti i funzionari del competente gruppo di lavoro. Nella pratica, un A-Point viene automaticamente adottato dal Consiglio in blocco: di norma si tratta di una pura formalità. Solo gli "B-Point" sono discussi dal Consiglio, e anche questi difficilmente vengono scrutinati dai ministeri competenti dei Paesi Membri. E' da questa situazione che a mio avviso deriva il grande potere del COREPER nel processo legislativo e credo fermamente che il COREPER sia de facto il vero soggetto"decision making" nel Consiglio.

Il COREPER, inoltre, è formato da funzionari civili, preparati, gentilissimi, molto diplomatici e che talvolta dedicano lungo tempo a chiacchierate con comuni cittadini, ma sono assolutamente indifferenti alle richieste e agli argomenti dei cittadini stessi (lo dico per esperienza), per cui temo che sia inutile e anzi dannosa (perdita di tempo e spreco di risorse) qualsiasi campagna di pressione civile in quella sede. Quindi credo che gli sforzi possano essere meglio indirizzati (in caso di seconda lettura) presso il Parlamento. In questa fase forse c'è da svolgere un ruolo informativo, magari coordinandosi con EDRi, ma tenendo purtroppo in considerazione il fatto che anche il Parlamento, nel 2009, era d'accordo con un'estensione dei termini del copyright, cosa che potrebbe rendere molto più difficile l'introduzione di emendamenti più radicali: lo scontro/negoziato fra Consiglio e Parlamento potrebbe limitarsi riduttivamente solo alla questione 70 anni/95 anni.

Ciao,
Paolo