Ciao a Tutti,
Credo che non sia possibile ridurre il problema solo ad una questione di spese, perchè altrimenti sarebbe già stato risolto.

L'attrazione della giurisdizione al computer dell'utente crea una molteplicità incontrollabile di giurisdizioni applicabili (perchè l'Italia o il Lussembrugo sì, e l'Iran no...), le cui conseguenze sono facilmente immaginabili. Alcune soluzioni di questo problema sono già all'ordine del giorno dell'Art. 29 working party.

In più una considerazione fuori contesto ma sul contesto. 
Sono reduce da un week-end a L'Aquila dove stiamo collaborando alla realizzazione di un modello in 3D della ricostruzione della città. La base di questo modello è rappresentata dalle immagini di Google Earth, di Street View e dalle foto scattate dai volontari che hanno aderito all'iniziativa promossa dal sito www.comefacciamo.it.
Ho visto un sacco di entusiasmo e di interesse. E mi ha fatto riflettere che un approccio a Street View o alla pubblicazione online di foto di immobili simile a quello avuto in Germania da alcuni Garanti Privacy non avrebbe reso possibile un progetto come questo...

marco 

On Sat, Nov 6, 2010 at 6:15 PM, Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Carlo,

ovviamente non c'e` bisogno di difendere alcunche`, dato che manca
proprio l'accusa.. ma vorrei continuare con la metafora del granoturco,
conscio dei limiti delle similitudini e delle metafore (ma anche del
fatto che voler pensare sempre ad Internet come a qualcosa di "altro" o
"eccezionale", si rischia di creare problemi dove non ce ne sono).

Tralascio il punto (1), ringraziandoti per il chiarimento. :)

E torniamo al punto (2). Va bene, la pannocchia non sono lo strumento.
Ma poniamo che il mio vicino non sia interessato alla pannocchia in se`,
ma ai chicchi. Poniamo che la trasformazione da pannocchia a chicco
avvenga con un macchinario presente nel *mio* campo, e che il vicino usi
una gru dal *suo* campo per prendere i chicchi da tale macchina. Tale
macchina non diventa strumento?

Comunque, fuor di metafora: non vedo perche` considerare un computer
come "strumento" porterebbe a tale terribile confusione. Da un lato
perche` quando metto i miei dati online, chi mi fornisce hosting puo`
benissimo dirmi dove si trova fisicamente il server (se il fornitore di
servizio non lo sa, forse e` il momento di andare altrove..). Dall'altro
perche` chi raccoglie dati puo` ben fare lo sforzo di tentare un
"mapping", per esempio, tra indirizzo IP e luogo geografico (come per
altro molti fornitori di servizi gia` fanno, vedi servizi
geolocalizzati). E per usare il caso del PC si suppone che io sappia in
qualche luogo fisico mi trovo ad un dato momento..

Con tutta la migliore volonta` io non riesco a vedere questo caos
inenarrabile nel caso in cui un computer (un PC o un server) venga
considerato "strumento" per quanto attiene al trattamento dei dati
personali. Sicuramente vedo potenziali spese per chi tratta dati
personali. Ma non sono certo che questo sia un problema in se` e per se`.

Creare una giurisdizione a se` stante per Internet e` un'idea
interessante, proposta recentemente da Francia e Olanda nell'ambito
della loro iniziativa congiunta sulla liberta` di espressione via Internet.

Ciao,

Andrea

On 11/2/2010 12:33 AM, Blengino wrote:
>
> Andrea, provo a difendermi:
>
> 1)  tianin è un piccolo tegame.  Tian vuol dir tegame: in realtà non
> l'ho mai sentito usare in vita mia ma suonava bene: at ses proprj 'n
> tianjin!
>
> Fin qui tutto facile; ora viene il difficile.
>
> 2) partirò dal gran turco, sebbene le analogie col mondo reale siano
> assai insidiose in internet . Le pannicchie sono l'oggetto dell'azione
> che si vuol regolamentare, non il mezzo, nè tantomeno lo strumento, che
> è e rimane la gru posizionata sul mio campo.
> Tutto sta poi al tipo di condotta che si vuol regolamentare, ed in
> relazione alle finalità perseguite, quali tipologie di azioni saranno
> ritenute legittime, quali sanzionate, ed a che condizioni sarà
> applicabile l'una o l'altra regolamentazione.
> Se però, seguendo il tuo esempio, si giunge alla conclusione che i PC
> degli utenti (i campi) sono sempre "strumenti" di qualsivoglia
> trattamento poichè, per la /conditio sine qua non/, se non ci fossero
> loro non vi sarebbero dati (le pannocchie) e senza dati non vi
> sarebbe trattamento (la raccolta), allora non poniamoci proprio il
> problema della legge applicabile: tutte e nessuna con un clamoroso caos.
> Nessun ISP sarebbe in grado di sapere qual'è il suo diritto (inteso come
> legge a lui applicabile) e nessun utente avrebbe la certezza di adire
> l'autorità corretta dipendendo questa dal posto in cui lui è, o
> meglio dov'è il suo campo, cioè il suo server, ovvero il suo device.
> In realtà sono ben coscente che un P.C. può contenere "strumenti"
> altrui, e mi sono note le posizioni del wp29 su cookie e marcatori vari.
> Debbo dirti che la recente wp171 e prima ancora la WP148 qualche
> perplessità in me la suscitano, ma ne prendo atto, e certo non ho la
> statura per contrastarne le statuizioni sul punto. Però in quei casi si
> parla comunque di una gru posizionata nel campo del vicino, non di gru
> nel mio campo. Ex art. 4, per applicare la legge, è la gru che deve
> esser nel campo del vicino! I dati, per forza sono lì.
> A questo mi riferivo con la frase da te contestata, che ammetto, più che
> "tranciante" è un pò ambigua. Era però per marcare la differenza tra i
> due casi citati nel blog di Sarzana,che non sono affatto una giostra
> impazzita, ma solo l'applicazione nell'art. 4 da te citato.
> Quanto ai dati apolidi, bhè, forse c'è un territorio a se che quello
> della rete, a cui darei cittadinanza e, sognando un pò, anche una legge
> a se stante e unica.
> Carlo
>
>
>
> -----Original Message-----
> From: Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>
> To: nexa@server-nexa.polito.it
> Date: Mon, 01 Nov 2010 22:10:39 +0100
> Subject: Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
>
>     Caro Carlo,
>
>     grazie per la tua - come sempre - rinfrescante e godibile e-mail (ma
>     cosa significa "tianjin" per uno di Mondovì?).
>
>     Mi permetto però di avanzare qualche dubbio sul tuo giudizio, un po'
>     tranciante, che i "i singoli server sparsi nel mondo oggetto della
>     raccolta stessa" non possano essere considerati "strumenti".
>
>     Senza entrare nel merito della legislazione italiana, che altri
>     conoscono molto meglio di me, osservo che:
>
>     (a) il linguaggio usato nella Direttiva 95/46/CE è, all'art. 4, "for
>     purposes of processing personal data makes use of *equipment*,
>     automated
>     or otherwise, situated on the territory of the said Member State,
>     unless
>     such equipment is used only for purposes of transit through the
>     territory of the Community" e, al considerando 20, "the processing
>     should be governed by the law of the Member State in which the *means*
>     used are located"; questi passaggi sono stati resi dai valorosi
>     giuristi-linguisti italiani delle Istituzioni Europee come "ai fini del
>     trattamento di dati personali, a *strumenti*, automatizzati o non
>     automatizzati, situati nel territorio di detto Stato membro, a meno che
>     questi non siano utilizzati ai soli fini di transito nel territorio
>     della Comunità europea" (art. 4) e "è opportuno che i trattamenti
>     effettuati siano disciplinati dalla legge dello Stato membro nel quale
>     sono ubicati i *mezzi* utilizzati per il trattamento in oggetto"
>     (considerando 20); e già qui si potrebbe discutere, a mio parere, se la
>     nozione di "equipment" sia la medesima di "strumenti", e che in ogni
>     caso il considerando 20 (sia in inglese che in italiano) mi pare usi un
>     linguaggio volutamente ampio ("means", "mezzi"); e comunque, che il
>     riferimento alla nozione di "processing" o "trattamento" debba essere
>     intesa, per definizione, in senso molto ampio.
>
>     Faccio un esempio banale: se tu coltivi del granoturco sul tuo campo, e
>     io, tramite una gru installata sul mio campo, (non sono mai stato un
>     agricoltore, e si vede) raccolgo le tue pannocchie stando bello fermo
>     nel mio campo, potremmo concludere che il tuo campo non costituisce uno
>     "strumento" del processo complessivo? Dopotutto, se tu non avessi
>     coltivato le pannocchie sul tuo campo, io avrei ben poco da
>     raccogliere.
>
>     (b) recenti opinioni del Gruppo di Lavoro Articolo 29 mi paiono molto
>     più possibiliste di quanto tu non sia nel considerare come
>     "strumento" o
>     "mezzo" addirittura il PC di un utente, dunque perché non un server
>     (che
>     non è concettualmente differente da un PC)?
>
>     Poi non vedo perché i dati sul web siano "senza patria". Forse sono
>     nomadi, ma non tutti i nomadi sono anche apolidi. :)
>
>     Ciao,
>
>     Andrea
>
>     On 11/1/2010 9:30 PM, Blengino wrote:
>     >
>     > In questo giorno piovoso ho gironzolato un po' nel web annusando il
>     > mondo, curiosando e “surfando”. Ad un certo punto mi son detto:
>     quanti
>     > dati “miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio
>     > operoso tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo
>     disagio.
>     > L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro cartaceo che ancora
>     > non avesse un qualche rivelatore rfid nella copertina. Ovviamente ho
>     > proseguito la navigazione seguendo però il filo sottile
>     > dell'inquietudine sulla sorte dei miei dati.
>     > Son finito ovviamente sul pezzo del nostro Direttore su La Stampa
>     (quì
>     > sotto) e mi son visto enormi macchine che tritavano la mia
>     navigazione,
>     > le mie query e chi sa che altro.
>     > Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo blog : /_Google, il
>     > Garante privacy, e la “giostra” del trattamento dei dati personali
>     _/ (
>     > http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
>     “giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali
>     > < http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
>     “giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali/>
>     >  ).
>     > Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi insieme potevano
>     generare
>     > il panico. Le “fattorie” del Direttore avrebbero concentrato chissà
>     > dove, magari a Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una
>     parola
>     > piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una
>     > sorta di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro
>     protezione,
>     > è garante.
>     >
>     > Sulle fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di
>     problemi
>     > che porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
>     >
>     > Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e leggendolo mi son
>     > tranquillizzato, ben conoscendo le due pronunce a cui allude.
>     >
>     > Il Garante si è infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
>     > correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
>     >
>     > Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente nel
>     > impiego delle c.d. “Google cars” quegli “ / strumenti situati nel
>     > territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici (comma2
>     > art.5) / ” che determinano l'applicabilità della legge italiana al
>     > Titolare stabilito extra U.E. E' corretto, e non è questione di “
>     > /persone in carne ed ossa/ ” ma di strumenti legati ad una fase del
>     > trattamento.
>     >
>     > Totalmente differente il caso dei motori di ricerca in cui il
>     > trattamento dei dati è in ogni fase, a cominciare dalla raccolta,
>     svolto
>     > nel paese sede del fornitore, non potendo certo esser considerati
>     > “strumenti” i singoli server sparsi nel mondo oggetto della raccolta
>     > stessa.
>     >
>     > I dati “protetti” della decisione del Garante su Street View non sono
>     > nel non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e
>     vengono
>     > raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul
>     > territorio. Giusto che sia la legge italiana a determinarne
>     modalità e
>     > liceità.
>     >
>     > I ragni e le altre diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel
>     web,
>     > tra dati senza patria.
>     > Mi sento di affermare (conscio delle possibili critiche) che nel
>     web, il
>     > fatto che i dati possano esser a me riferiti, non è elemento
>     sufficiente
>     > a radicarli come italiani. Altri sono i parametri adottati
>     scientemente
>     > dai legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie
>     giurisprudenziali
>     > sul web mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia
>     caduto
>     > nella trappola del disfattismo.
>     >
>     > In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
>     > scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che mi
>     > avrebbe garantito un volume cartaceo o la sana vecchia televisione.
>     > Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in America, poi a
>     Tianjin, e
>     > non vi dico in quali altri posti del mondo -rectius del web-: e pur
>     > cosciente dei limiti e della complessità della materia, ho l'intima
>     > certezza che le regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
>     >
>     > Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad esser
>     > cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
>     >
>     > Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi orizzonti, il
>     pezzo di
>     > Sarzana contribuisce unicamente, e sbagliando, ad accreditare una
>     visone
>     > del web che non condivido, come una terra senza regole, dove le
>     stesse
>     > Autorità brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi
>     citati
>     > dall'autorevole commentatore.
>     >
>     > Speriamo che smetta di piovere...
>     >
>     > Carlo
>
>



_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa




--
Marco Pancini
European Senior Policy Counsel
Google Italy
Corso Europa, 2
20122 Milano, Italia
Tel. +39 02 36618524
Cell. +39.348.9946222
pancini@google.com
Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit

This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.