Buongiorno, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
Spesso l'utente non riesce a leggere il giornale quando ha tempo di farlo (il che implica in generale che quel giorno non lo leggerà), gli schemi di abbonamento sono arbitrariamente restrittivi (qualcuno può spiegarmi perché non si può comprare una copia del quotidiano del giorno o anche solo di un articolo, ad esempio?
possibilmente in un formato interoperabile e quindi privo di DRM (Digital Restriction Management) così da risultare anche accessibile
questo a proposito di perdite di diritti con il passaggio al digitale, visto che in edicola posso andare a comprare una copia di un quotidiano senza abbonarmi
Ah se è per quello una pubblicazione cartacea la posso leggere gratis anche al bar o in bilioteca (non ho controllato se in biblio si può accedere a riviste o quotiniani online), la posso scambiare col mio vicino di casa, ecc; nel 2013 erano circa sei i lettori per ogni copia cartacea di un quotidiano. [1] …tutto senza che l'editore manco si accorga *chi* ha comprerato il quotidiano o un articolo, senza che sappia quale articolo sta leggendo e per quanto tempo ci si è soffermato (quando lo consulto via web) e via discorrendo Non dimentichiamoci infine le implicazioni etiche dei paywall [2] come il deterioramento della sfera pubblica online e l'accesso alle notizie. [...]
Ecco, da abbonato pagante mi piacerebbe che i giornali italiani ammettessero innanzitutto di avere un problema di competenze digitali al loro interno. In secundis che capissero che questo è uno dei fattori principali che impedisce loro di allargare il loro parco di lettori e di ritornare profitable.
Io non lo so se davvero i giornali italiani soffrano di carenza di competenze digitali, probabilmente è vero… ma dire che questo è uno dei fattori principali che impedisce loro di fare profitto mi pare fuorviante. La crisi dell'editoria viene da lontano e, lo dico terra terra, è direttamente e inesorabilmente connessa alla crisi dello sfruttamento economico del copyright del combinato disposto della digitalizzazione dei media e della diffusione dell'accesso al web: una cosa molto analoga della crisi dell'editoria musicale (il cui mercato comunque è sempre stato molto diverso). Nello specifico dell'editoria dei quotidiani, la *mazzata* definitiva sta arrivando dall'inesorabile calo progressivo degli introiti pubblicitari [3] che va di pari passo con l'inesorabile calo della vendita delle copie cartacee, NON controbilanciata da quelle vendute online: tra il 2013 e il 2017, in soli 5 anni, i calo è stato di più di un terzo [4]… ça va sanse dire dove stanno andando gli intrioti pubblicitari e *perché*. Non vorrei sembrare offensivo ma l'anima dell'editoria dei quotidiani e dei periodici è la pubblicità. A questo quadro dobbiamo aggiungere le norme nazionali (ed europee) in merito ai contributi diretti [5] e indiretti all'editoria [6] Dulcis in fundo, voglio solo accennare al fatto che le notizie a loro volta fanno parte di un variegato mercato gestito dalle agenzie di stampa, con specifici processi per la formazione delle notizie e i relativi costi; mercato al quale i quotidiani devono accedere per poter operare, non so a quali costi però. Ecco, io non lo so cosa vuol dire essere profittevoli in un mercato del genere, ma non credo che questa situazione dipenda da eventuali scarse competenze digitali dei quotidiani italiani.
Con ottima probabilità questo fattore impatta di più sui loro bilanci della "pirateria" di quotidiani via canali Telegram o quant'altro.
La cosa bella è che quando si passa al digitale in *automatico* lo scambio diventa "pirateria" (non sto giustificando quello che si fa su certi canali Telegram, che tra l'altro ignoro): quando ero un ragazzino, quando il mondo era molto più analogico, ci *duplicavamo* musicassette a manetta tra amici e conoscenti e a nessuno veniva in mente manco per l'anticamera del cervello di chiamarci "pirati", le vendite dei dischi andavano a gonfie vele… poi hanno cominciato a commercializzare software proprietario ed è arrivata Internet ed è cambiato tutto, perfino il copyright :-D [...] Saluti, Giovanni [1] https://it.wikipedia.org/wiki/Quotidiani_in_Italia [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Paywall#Ethical_implications [3] https://www.primaonline.it/2020/02/05/301001/ (degno di nota il calo del 30% annuo per i quotidiani finanziari) [4] nel 2013 vendute poco meno di 4 milioni di copie, nel 2017 2.5 milioni di copie, incluse le 335 mila copie digitali [5] https://informazioneeditoria.gov.it/it/attivita/contributi-erogati-e-agevola... (un po' di PDF, un po' di xls... viva viva l'open data!) anche https://www.ilpost.it/2019/12/23/giornali-contributi-pubblici/ [6] https://smartfinanza.it/finanziamenti-giornali/ -- Giovanni Biscuolo