Buongiorno Stefano, rispondo a te perché sollevi il tema ma non vuole essere certo una critica ad personam ;-) (vale in generale ma qui ci tengo a ribadirlo). ... soprattutto perché l'email - pur essendo 10mila volte meglio di un tweet - non è certo adatta a confrontarsi su temi così ampi e QUINDI non so esattamente cosa ne pensi davvero della censura. Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
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Tipo quelli che bannano Trump?
Non capisco la critica. È ovvio che ogni istanza di un sistema federato può effettuare censura degli utenti che la usano.
Certo, tipo quello che succede ai dissidenti politici, ai tibetani, ai giornalisti che conducono inchieste scomode in società corrotte ecc. ecc.: usano tutti gli stessi sistemi tecnici e le stesse valide argomentazioni che possono essere usate per censurare i sostenitori di Trump (o di Orban, o di Alba Dorata). Quindi non capisco cosa ci sia di ovvio nella censura; non riesco proprio a comprendere la "fascinazione" o l'"accettazione" contemporanea per i moderni sistemi di censura e filtraggio (oltre a quelli di "scoring" della qualsiasi). Se, e a 'sto punto il se è grande come una casa, la libertà di espressione è «la pietra angolare del diritto» (cit. Blengino a memoria) ALLORA essere "bannati" per ciò che si dice, senza aver commesso reati e aver quindi subito un giusto processo, non è in sé discriminazione? Quindi, tornando all'ovvietà della censura: la discriminazione per le proprie idee politiche, perfino dette in modo offesivo, non è vietata dal diritto internazionale? La fa il governo cinese protestiamo, la fa Twitter va tutto bene perché è privato e "quello là" è pericoloso per la democrazia? Offendere (spesso succede involontariamente, credetemi), dire l'indicibile (volontariamente) o peggio fare PROPAGANDA POLITICA DEMAGOGICA è davvero motivo sufficiente per essere privati (da privati, pun intended) del proprio diritto di espressione ovunque si manifesti? Infine: per potersi esprimere liberamente, senza essere filtrati, occorre essere "trusted users" (mi riferisco alla citazione in alto) "certificati" da una qualche autorità? Capisci perché non è scontato ci sia qualcosa di "ovvio" nella censura o nel filtro dei messaggi sui social o sul ban degli utenti indesiderati?
Il punto è che in un sistema federato puoi andare altrove quando ciò accade.
Puoi andare se non ti "bannano" anche altrove ove magari usano gli stessi criteri di censura (che tendono a uniformarsi e essere uniformemente vaghi, QUINDI arbitrari) o gli stessi filtri forniti gratis usati dove sei stato appena "bannato". Puoi andare se "altrove" c'è: Parler è semplicemente sparito dalla faccia della terra, "ucciso" senza giusto processo, per esempio; cosa ti fa pensare che 20 Parler non possano subire la stessa fine? Ah c'è Gab: e se qualcuno dovesse decidere di non fornire più il servizio a nessuna istanza di Gab come ha fatto Amazon?!? Puoi andare "altrove" ma gli altri 99 "altrove" "bannano" di default i tuoi utenti perché il primo "altrove" non applica adeguate regole di fitraggio per i messaggi e/o gli utenti "trusted". OK, rimane sempre l'opzione di self-hosting... poi però ci sono i filtri e l'oscuramento di intere "zone" di Internet (ci sono stati molti esempi): non c'è limite alla possibilità di censurare in questa Internet... anche quando sono privati potentissimi a poterlo fare. Ardua la vita dei bannati a vita. [...] Ciao, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo