Il 20/04/2011 13:26, luca belli ha scritto:
IMHO, il nodo della questione sta nel fatto che, per essere
considerato “supreme Law of the Land”, il trattato non
dev’essere semplicemente
firmato ma necessita la ratifica (i.e. deve ricevere il parere
ed il consenso
dei due terzi del Senato e la ratifica del Presidente).
Chiaramente, il
procedimento di ratifica puo’ essere lungo e farragionoso poiché
bisogna cristallizzare il
consenso di 2/3 del Senato e del Presidente attorno allo stesso
trattato. Tuttavia, pur non essendo
un esperto di lobbying, mi sento di poter sospettare che diversi
portatori di
interesse potrebbero “incoraggiare” una ratifica eccezionalmente
rapida.
Salve!
L'amministrazione Obama vuole introdurre ACTA come executive
agreement, che come tale non necessita né dello scrutinio né
dell'approvazione del Senato.
<http://www.au.af.mil/au/awc/awcgate/congress/treaties_senate_role.pdf>
In effetti ACTA è stato negoziato come executive agreement almeno
dal 2009. Da notare anche che ACTA è soggetto alle tutele di un atto
essenziale per la sicurezza nazionale degli USA, per decisione
personale del Presidente Obama.
<https://www.eff.org/deeplinks/2009/11/stopping-acta-juggernaut>
A quel punto ACTA sarebbe vincolante solo in accordo alla
Convenzione di Vienna sulla Legge dei Trattati del 1969. Tuttavia
essa non è stata ratificata dagli Stati Uniti.
<http://arebentisch.wordpress.com/2011/03/01/3058/>
La manovra americana è perfettamente coerente con gli scopi
dell'amministrazione Obama di mantenere un'asimmetria vantaggiosa
per gli interessi dell'industria della "proprietà intellettuale":
esportare un tipo di enforcement concernente la "proprietà
intellettuale" verso paesi terzi, senza essere vincolati da
quell'enforcement, per permettere alle industrie americane di
conquistare un vantaggio competitivo rispetto alle industrie estere.
Purtroppo ho l'impressione che i negoziatori della Commissione si
siano prestati volentieri a questo giochetto, contro gli interessi
dell'Unione.
Ciao,
Paolo