post medio/lungo di filosofia. topic: decentralizzare nel 2016.

la sensazione che ho, è decentralizzazione/blockchain stanno subendo un po' di reframing. 
Da un lato, per gli addetti ai lavori, c'è disillusione sulle effettività proprietà rivoluzionarie che stanno in un concept. I cambiamenti sociali li ottieni curanto tutti gli aspetti di un progetto software esterni all'architettura, questo richiede investimenti ed esperienza.
Per chi si avvicina invece, vista una tecnologia ci si attacca ad alcune aspettative (vendute quando la tech è in hype) senza considerare cosa sia davvero nell'ecosistema tecnologico.

Nell'ultimo mese è successo sia con la decentralizzazione/federazione che con la blockchain.

Uno degli autori del software Signal (end2end cifrato poi integrato da whatsapp dopo che è stato comprato da twitter) ha postato questo https://whispersystems.org/blog/the-ecosystem-is-moving/ ed è il proseguio di questa conversazione (flame?) iniziata su github: https://github.com/LibreSignal/LibreSignal/issues/37 nella quale uno degli autori spiegava che non avrebbe mai voluto federare la rete. E' cinismo ? E' vero ? https://twitter.com/pranesh/status/732239469198213121

Non stiamo a guardare il perchè, ricordiamoci solo che una corrente filosofica crede che l'intelligenza debba star il più possibile ai nodi e non in sistemi centrali, questo è quasi sempre condiviso tra chi vuole tutelare diritti/indipendenza/interoperabilità ed osteggiato da chi fa business basato sulla centralizzazione. Ora questa cosa viene messa in discussione, è cambiato qualcosa?

La decentralizzazione è più difficile e quindi qualcuno risponde che "il sano pragmatismo" porta alla centralizzazione. vabè, deve essere stata la stessa cosa per i protocollo fondativi di internet, ma per fortuna le proprietà (distribuzione, interoperabilità) sono state preferite alla semplicità (il costo? una difficoltà d'upgrade, più esposti a problemi di sicurezza)

Ora con la blockchain (declinata in bitcoin, diciamo) secondo me stiamo assitendo a qualcosa di simile: il meccanismo del mininig garantisce la produzione di nuovi BTC, ma l'economia di scala della mining farm http://www.bbc.com/future/story/20160504-we-looked-inside-a-secret-chinese-bitcoin-mine ha incentivato la creazione di questi super-attori. Così ora, come riporta l'articolo che m'ha ispirato a scrivere (https://english.lasindias.com/blockchain-is-a-threat-to-the-distributed-future-of-the-internet), un paio di miner possono decidere le sorti della rete. Era tecnicamente possibile, semplicemente si credeva sarebbe successo.
Questo si somma ad un altro problema: al deadlock nello sviluppo di bitcoin spiegato bene qui: https://medium.com/@octskyward/the-resolution-of-the-bitcoin-experiment-dabb30201f7

Entrambi i fenomeno nel senso opposto a tutta la comunicazione fatta negli ultimi 3/4 anni come "bitcoin la moneta indipendente che non vine influenzata da nessuno", sta perdendo valore proprio a causa di poteri che si sono creati con la centralizzazione. E queste lotte interne per lo più sono portate avanti da chi sta proteggendo il proprio business e nel contempo è cieco davanti al fatto che per uso capillare di btc devi pensaro usato su mobile, ma non si può pretendere che i 60 giga di dati da hashare siano scaricati e computati su dispositivi mobili: ma sembra che chi vive a san francisco tenda a non pensarci.

La blockchain, come sistema di "accordo" distribuito a costo zero, utilizzabile per tenere traccia di azioni descritte in forma digitale, sembrava poter offrire garanzie di sicurezza e vantaggi tali per cui il sistema tradizionale bancario/fiduciario sarebbe venuto meno.
Vero, in teoria. ma in pratica, siamo davvero in una situazione così tragica? se non hai forze transazionali coalizate contro di te, non percepisci il rischio, per  cui l'addizionale costo (umano) per l'adozione della blockchain non viene ripagato (amenoché non vendi materiale su silkroad/openbazaar).
L'utilizzo trend è di ottimizzare alcuni mercati, aiutando però solo i guadagni di chi possiede già il business stabilizzato. ad esempio http://www.everledger.io/ avendo un sistema riproducibile su scala mondiale di verifica di un diamante, si verifica che non siano sintetici o rubati. però aiuta un sistema capitalistico funzionante, e risolvendo un problema di sicurezza contestuale. 

Gli usi della blockchain più esoterici, come quelli paventati da ethereum, sono piuttosto arretrati e il costo tecnologico necessario è giustificabile solo in contesti teorici (non esistono sistemi repressivi così competenti a controllare telco e finanza ma non controllarti i dispositivi. non ho trovato un modello di rischio che viene risolto da ethereum, idee?)

Anche qui: non è impensabile usare una blockchain con delle regole che forzino il più possibile la distribuzione dei poteri, però costa fatica, quindi il cambiamento politico che viene raccontato rimane possibile, ma tutt'altro che semplice 


On Wed, May 18, 2016 at 12:42 PM, Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero@polito.it> wrote:
The blockchain is a threat to the distributed future of the Internet


https://english.lasindias.com/blockchain-is-a-threat-to-the-distributed-future-of-the-internet



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Prof. Avv. Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino

Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law
Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time Expert, School of Public Administration
European Data Protection Law Review | Associate Editor

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