Glovo, i rider hanno il diritto di sapere come vengono valutati. La sentenza del tribunale di Torino

diRedazione online

Tre sindacati chiedevano all'azienda informazioni sul funzionamento del dispositivo che porta alla valutazione e alla selezione dei fattorini: «Fondamentale per le condizioni di lavoro»

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Dopo la sentenza che in luglio chiariva la natura di lavoro subordinato per chi consegna cibo con le piattaforme Torino si conferma laboratorio legislativo di queste nuove professioni. Il tribunale di Torino ha dato ragione, in sede di opposizione, a tre organizzazioni sindacali che chiedevano all'azienda informazioni sul funzionamento del dispositivo e, quindi, sui meccanismi che portano alla valutazione e alla selezione dei fattorini

Serve trasparenza sul sistema automatizzato di gestione dei rider da parte di Foodinho (società che opera con il marchio Glovo), questa la motivazione della sentenza. L'azione legale era stata avviata da Filcam-Cgil, Filt-Cgil e Nidil-Cgil, patrocinate dagli avvocati Carlo De Marchis, Fausto RaffoneMaria Matilde BidettiSergio Vacirga e Silvia Ingegneri

La società aveva eccepito il segreto commerciale ma, secondo la giudice Silvana Cirvilleri, deve applicare quanto prevede il decreto legislativo 104 del 2022 in materia di diritto all'informazione sugli elementi essenziali delle condizioni di lavoro Per decisione del tribunale l'azienda dovrà anche pubblicare la sentenza (una volta depositata) sulla pagina internet del sito delivery.glovoapp.com dedicata alla ricerca di personale