Buongiorno, non conoscevo il caso, interessante! Interessante _soprattutto_ perché si tratta di software usato dallo stato belga Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> writes:
Per reverse engineering sembra abbastanza pacifico,
Chiedo scusa per la presicazione che a molti suonerà pedande, ma chi non mastica di decompilazione e cose analoghe potrebbe non capire questa frase. Quello che è ormai (molto?) pacifico anche secondo l'avvocatura generale EU (come riportato nell'articolo) è che la decompilazione e il reverse engineering in generale sono *sempre* consentiti ai fini dell'ottenimento dell'interoperabilità tra programmi, a certe condizioni: Art. 6 della "direttiva software" della EU. Questo è anche uno dei capisaldi del diritto d'autore (o meglio del diritto dei non autori :-D ) sin da quando il software venne incluso nell'ambito di quel tipo di tutela. Per fare un esempio terra terra, nonostante in un remotissimo passato ci abbiano provato in tutti i modi, nessuno ha mai potuto impedire agli sviluppatori di un software "office" di fare il reverse engineering per capire come *qualsiasi* altro "office" salva i suoi documenti, ecc ecc ecc Quindi un messaggio di rassicurazione a tutti quelli che sanno farlo e hanno voglia di cimentarsi: FATELO, non avete bisogno di consultarvi con un avvocato per esercitare i vostri diritti; capite come funzionano programmi E protocolli proprietari e scrivete o *adattate* software libero per far funzionare il vostro dispositivo o rendere il software interoperabile. Happy hacking! Campagna a cura di "Autori Software Anonimi". :-D
ma se il fornitore non corregge un errore ed il licenziatario provvede personalmente è legittimo? Per ora siamo solo nella fase del parere dell'Avvocato Generale, ma c'è già qualche considerazione in merito:
https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=363a5a27-c2eb-4163-be9d-92878...
Riassumo per i pigri come me: dicono che no, non si può fare per correggere errori: chi ha software (evidentemente proprietario) bacato se lo deve tenere così e men che meno, ovviamente, può adattarlo alle proprie esigenze. Dicono che l'Art. 6 è *esclusivo* nel determinare se il reverse engineering è ammesso, quindi si può fare solo per interoperabilità. Due commenti di contorno all'articolo. --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Industry statistics show that there are an average of 25 errors per 1,000 lines of code (NIST report, 2016). Some of these errors may result in persistent software malfunctions and cause programs not to perform as intended. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Cercherò con calma i riferimenti perché voglio capire se la statistica del 2.5% di errori contenuti nel software si riferisce a tutto il software o solo quello proprietario. BTW il paragrafo sopra omette di dire che una percentuale (piccola?) di quegli errori è la causa non già di semplici malfunzionamenti o cattive performance ma di *bachi* che potenzialmente consentono agli attaccanti di comptomettere i sistemi. Bachi IMPOSSIBILI da rilevare da parte degli utenti che hanno in mano "solo" il binario. Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo