Il tema di cui parla Jianwei Xun è di grande attualità: l’architettura stessa della realtà sembra essere ridefinita da una mutazione percettiva e proiettiva. Secondo Xun dobbiamo partire proprio da questo, dal carattere ipnotico della percezione per comprendere la travolgente rivoluzione reazionaria che ha raggiunto il suo culmine nei giorni dell’insediamento di Trump alla casa Bianca, e che rischia di accompagnarci a lungo, forse per tutto il tempo in cui vivremo.
E’ questa la domanda con cui Xun inizia il suo ragionamento, in questo libretto scritto in modo rapido, quasi telegrafico.
“I modelli linguistici di ultima generazione non si limitano a rispondere alle domande: modulano sottilmente il loro output per mantenere l’utente in uno stato di ipnosi ottimale. La loro fluenza apparentemente normale è in realtà una tecnica ipnotica perfezionata.” ( Ipnocrazia, Tlon, 2025, pagina 23).
Xun parla qui dei chatbot che negli ultimi due anni hanno invaso il mercato dell’attenzione, popolarizzando l’Intelligenza artificiale.
Il dispositivo di automazione linguistica è il compimento di un processo di automazione della percezione, della proiezione e della (semi)coscienza: la nostra capacità di produzione linguistica, di conversazione, è sostituita dall’automa, così che l’automa è destinato a occupare per intero le nostre capacità cognitive, ad accelerare la mutazione cognitiva ed emozionale che ha investito la generazione che è stata generata (messa al mondo, diciamo) nel secolo ventuno.
Jianwei Xun parla dell’automa linguistico come di un ipnotizzatore, e scrive a questo proposito:
“Come resistere a un ipnotizzatore che non dorme mai, non si stanca mai, e può personalizzare la sua induzione per ogni singolo soggetto? Come mantenere la lucidità di fronte a un sistema che può produrre infinite varianti di contenuto ipnotico, ciascuna calibrata per aggirare le nostre difese specifiche?” (Ipnocrazia, cit, p. 23)
Secondo Xun c’è poco da fare, per gli umani la partita è persa. Non abbiamo nessuna possibilità di sottrarci al sistema ipnocratico, nel quale siamo entrati semi-consapevolmente, come si entra nella sfera onirica. Xun non ci lascia speranza, ma ci dà alcuni consigli.