...
mi fa piacere segnalarvi il seminario su "Le forme del falso" organizzato per l 25-26 marzo prossimi con alcuni colleghi di Unibo e con l'Istituto Studi Avanzati dell'Università di Bologna. Il taglio è interdisciplinare.
Grazie della segnalazione, riporto l'introduzione ad uno degli interventi il cui tema è stato trattato in lista nei giorni scorsi. Walter Quattrociocchi, Università di Venezia – Esistono le echo chambers sui social media? Esistono le echo chambers sui social media? Concentrandoci su come gli utenti Facebook italiani e statunitensi si relazionano a due narrazioni distinte (che coinvolgono teorie del complotto e scienza), troviamo forti evidenze che le echo chamber esistono. Gli utenti tendono a promuovere le loro storie preferite e quindi a formare gruppi polarizzati. Il pregiudizio di conferma domina il processo di diffusione creando così cascate informative all’interno di comunità ben definite. Allo stesso tempo, l’aggregazione di informazioni appositamente selezionate per coerenza narrativa all’interno di quelle comunità rafforza l’esposizione selettiva e la polarizzazione di gruppo. Forniamo prove empiriche che gli utenti tendono ad assimilare solo informazioni che confermano la loro visione del mondo e a ignorare informazioni a contrasto. La pandemia COVID-19 è stata la tempesta perfetta per questo fenomeno e l’OMS ha coniato il termine infodemics per riferirsi alla sovrabbondanza di informazioni. Abbiamo esplorato questi processi durante la fase iniziale delle pandemie scoprendo che informazioni affidabili e discutibili si diffondevano in modo simile. Concludiamo la presentazione mostrando come diverse piattaforme di social media (Facebook, Twitter, Gab e Reddit) suscitano dinamiche di polarizzazione molto diverse.