Molti ritengono che la cd IA non è paragonabile a noi, soprattutto perché si basa sulla "statistica".
L’opinione è diffusa e probabilmente prevalente per cui, almeno “statisticamente”, sto dalla parte sbagliata ma credo che sia la mancanza di corporeità, non la statistica, a rendere difficile il paragone fra macchine e noi, credo che anche la nostra intelligenza si sia formata e si formi grazie ad esperienza “statistica”. Taccio sull’energia richiesta dalle macchine, argomento qui fuori tema anche se rimane un difetto enorme.
Di massima condivido le opinioni di Juan Carlos, al quale segnalo che è la parola, non il digitale, la prima “macchina” - intesa come artefatto / codice verbale / non in natura – che noi genere umano abbiamo usato per potenziare le nostre società ed anche per “denominare” la realtà, raccontarla, memorizzarla, tramandarla, in queste ultime funzioni ricordo Fedro, Platone, le cui considerazioni sono attualissime e che Guido ha ultimamente riproposto.
Siamo tutti colonie digitali, anche gli oltre 340 milioni di statunitensi che non appartengono alla cerchia dei nuovi conquistadores, non basta favorire sviluppo ed autonomia digitale di ogni stato ma è ugualmente necessario dedicarsi ad alfabetizzazione, educazione digitali da diffondere analogamente a come si fa con la parola e le lingue naturali, l’analfabetismo digitale è la precondizione necessaria per renderci merce, i nuovi schiavi.
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)