L'anonimizzazione a monte sarebbe pure fattibile, con le dovute modifiche, ma non risolverebbe il problema a causa della crescente facilità nel ricombinare i dati. Mi sembra interessante anche lo spunto sulla rilevanza dell'identità in determinati casi e mi chiedo se un algoritmo di machine learning non potrebbe presto servire allo scopo di detta scrematura G Sent from my iPhone On 24 Mar 2016, at 07:34, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> wrote:
redarre sin dall'origine le sentenze (e magari gli stessi atti processuali) con nomi come "Pippo, Pluto e Paperino"
Sì, l'idea di redigere in quel modo le sentenze non mi sembra molto praticabile. Trattasi di documenti di un'importanza suprema (emessi in nome del Popolo Italiano) su cui non si può scherzare. La questione va gestita a valle, nel processo di pubblicazione/messa a disposizione del pubblico/diffusione. Ma appunto è molto molto complesso e dispendioso.
E riguardo all'esempio "Berlsconi"... segnalo l'assurdità della sentenza sul legittimo impedimento pubblicata dal sito della Corte Costituzionale con l'anonimizzazione "il Presidente del Consiglio S. B." (andate a controllare se non ci credete). Questi sono i rischi di un'anonimizzazione fatta a priori e con criteri standard.
Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa