Ringrazio Stefano che pone alla nostra attenzione il tema delicatissimo della “obbligatorietà” dell’uso del canale digitale. Che non può essere decisa dall’amministrazione senza il consenso degli utenti potenziali relativo a ogni singolo servizio. Non solo per i rischi di discriminazione, ma anche per le conseguenze sulla qualità stessa della erogazione del servizio. E che riguarda oltre ai servizi anche tutte le comunicazioni (e le notifiche) da parte delle amministrazioni pubbliche.
Sono d'accordo con Giulio. Attenzione a "tirare troppo la corda" sull'obbligatorietà dell'uso del canale digitale, c'è il rischio contrario e cioé quello di portare sempre più persone alla tecno-avversione, alla tecno-fobia. Anche coloro che, culturalmente e anagraficamente, non avrebbero nessun problema nell'utilizzo di strumenti digitali. Prendiamo la certificazione verde. Il sito dgc.gov.it (e già vai a spiegare ad alcuni che il "sito" non è una pagina FB) riporta: Se hai ricevuto via sms o email il codice per avvenuta vaccinazione, test negativo o la guarigione da COVID-19 puoi scaricare la tua Certificazione verde: a) Su questo sito tramite Tessera Sanitaria b) Su questo sito tramite Spid c) Su questo sito tramite Cie d) Scaricando App Immuni e) Scaricando App IO f) Dal sito del Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale A memoria non ricordo un altro servizio pubblico accessibile da ben SEI canali digitali, eppure milioni (sarebbe interessante sapere quanti, 6/7) di persone hanno fatto la fila (e qualcuno pagato 4/5 euro) per stampare il green pass in farmacia. Quindi, canale digitale SOLO su consenso degli utenti potenziali. A.