Salve Alberto e Alessandro,
Il 14 Settembre 2023 10:38:36 UTC, Alberto Cammozzo ha scritto:
grazie per la domanda che poni. Anche io mi sono spesso crucciato su quello che
definisci il 'rischio che l'animale umano diventi semplice strumento'.
Attenzione: non si tratta di un rischio ma di un obiettivo programmatico perseguito
da una pericolosissima (e microscopica) minoranza contro il resto dell'umanità.
Una minoranza piuttosto esplicita, peraltro, che finanzia la propaganda longternista
e transumanista nella speranza di convincere le persone "inutili" a suicidarsi per
essere sostituite da una "immortale" simulazione software. [1]
La probabilità che abbiano successo dipende direttamente dalla nostra incapacità
di riconoscere questo obiettivo e gli strumenti che utilizzano per perseguirlo, opporci
ad esso in ogni modo possibile.
La cattura del regolatore, il materialismo, l'utilitarismo... il capitalismo stesso non
sono che uno strumenti (efficacissimi) di questa riduzione della persona a strumento.
Ogni volta che riescono a convincere un idiota di essere solo una macchina complessa
prodotta dalla selezione naturale... ogni volta che riescono a convincere qualche
idiota che un software programmato statisticamente del cui output nessuno vuole
rispondere è "intelligente"...
...questa pericolosa minoranza si avvicina alla vittoria.
Forse la domanda va riformulata come: 'nella società industriale attuale è
possibile che l'animale umano non diventi semplice strumento?'
Io proporrei invece: quale società cibernetica dobbiamo costruire affinché
nessun essere umano possa essere ridotto a strumento altrui.
Quali agenti cibernetici automatici ci servono per realizzarla?
Limitarsi ad un modello di "società industriale" (o anche di società
finanziaria o finanche di capitalismo) esclude dall'analisi le
dimensioni fondamentali, i concetti necessari a descrivere il
sistema in modo attinente.
E questo fornisce un vantaggio insuperabile a chi vuole imporre un
modello di società cibernetica oppressiva.
[1]: sulla questione della convivialità dell'informatica in lista Nexa abbiamo parlato
il 08/10/19 nel thread 'Re: [nexa] IMA - Internet, Mon Amour'.
Per Karlessi <<senz'altro "informatica conviviale" è un ossimoro>>.
Non riesco a dargli torto.
Forse perché ho usato di recente Oberon [2] ancor più che per aver
lavorato alcuni anni a Jehanne [3] ed aver seguito attentamente lo
sviluppo di 9front [4] non posso che essere in assoluto disaccordo.
L'informatica conviviale è possibile.
Il suo controllo va semplicemente sottratto a chi se ne è
artificiosamente appropriato.
Tempo fa discutevo con Enrico Nardelli sulla possibilità per la
scuola pubblica di fornire agli studenti una piena cittadinanza
cibernetica, ovvero una comprensione sufficiente a scrivere
il proprio sistema operativo entro la fine delle superiori.
Secondo Enrico, in estrema sintesi, è impossibile.
Dopo aver riletto il libro di Wirth su Oberon (sempre in [2])
credo che potrei dimostrargli il contrario in qualsiasi liceo.
Partendo dal sistema di Wirth in un paio di anni uomo [5] si
potrebbe facilmente aggiungere multi-processing, crittografia
e un filesystem gerarchico componibile (alla Plan9 per intenderci)
ottenendo un sistema operativo moderno, democratico e conviviale. [6]
Basterebbero poche tesi di laurea per tirar su ciò che manca
e servirebbe davvero...
9front e la comunità di cat-v costituiscono un altro controesempio:
si tratta di un sistema operativo tecnicamente superbo, talmente
innovativo da essere sistematicamente copiato dai sistemi mainstream,
eppure conviviale per la comunità che lo utilizza (cat-v, appunto [7])
Anche per 9front esistono diversi testi che potrebbero essere utilizzati
a scuola per insegnarne il funzionamento ed il design. Ad esempio
gli ottimi testi del Professor Ballesteros [8] [9].
D'altro canto Plan 9 (e di conseguenza anche 9front e persino Jehanne)
soffrono dell'alone di mistico esoterismo tipico dei sistemi derivati da
Unix, caratterizzato da parole "magiche" come grep, awk, cat, rc etc...
D'altronde qualcuno potrebbe ingenuamente pensare che poiché gli utenti
Plan9 sono tutti informatici competenti, qualunque sistema sarebbe
"conviviale" per loro.
Si tratterebbe di una intuizione solo parzialmente corretta:
- certamente qualsiasi informatico competente preferirebbe Plan 9 ai
sistemi operativi mainstream (il che la dice purtroppo lunga sulla
scarsità di informatici competenti in questi tempi oscuri)
- ma la ragione per cui tanti informatici competenti approdano su
sistemi come 9front è proprio la frustrazione di fronte a sistemi
artificiosamente complicati che li trattano come mentecatti.
Gli hacker di 9front si rigirano il sistema come un calzino,
rimodellandone il filesystem e combinando in pochi secondi elaborazioni
locali e remote con una flessibilità che gli esperti del "cloud" nemmeno
possono immaginare.
E questi sono solo due esempi.
Esempi che faranno sorridere con sufficienza i più ignoranti.
In questi giorni ho scoperto che in Russia, Oberon, nato in Svizzera
ma doverosamente rimosso dalle colonie europee, continua ad andare
alla grande [10] (così come i linguaggi derivati dal Pascal).
Insomma... l'informatica può essere conviviale.
Basta smettere di medicarla dagli USA e RICOMINCIARE a farla.
Giacomo
[1] Una propaganda che appare ridicola a chiunque abbia una minima comprensione di
cosa sia un software e chi decida l'algoritmo di scheduling.
[2] http://projectoberon.net/
https://archive.org/details/projectoberon2013/PO.System/
[3] http://jehanne.h--k.it/
[4] https://9front.org/
[5] una bazzecola per un progetto software.
[6] non ci girerebbero Google Chrome o Google Firefox ovviamente,
sostituiti da applicazioni e protocolli tecnicamente superiori
perché più semplici e progettati nell'interesse delle persone
che li usano, non di chi vuole usare quelle persone (ridotte
sarcasticamente ad "utenti").
[7] http://cat-v.org/
Irc: #cat-v on irc.oftc.net
Mailing list: echo subscribe | mail cat-v-owner@cat-v.org
[8] http://plan9.stanleylieber.com/_books/comp/plan9/Notes.On.The.Plan.9.3rd.Edition.Kernel.Source.pdf
(purtroppo riferito ad una versione precedente del kernel)
[9] http://plan9.stanleylieber.com/_books/comp/plan9/Introduction.To.OS.Abstractions.Using.Plan.9.From.Bell.Labs.draft.2007.pdf
[10] https://free.oberon.org/
https://oberoncore.ru/oberonday
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Message: 3
Date: Sat, 16 Sep 2023 00:42:55 +0200
From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it>
To: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com>
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Mozilla: "It’s Official: Cars Are the Worst
Product Category We Have Ever Reviewed for Privacy" (Marco A.
Calamari)
Message-ID: <ZQTd7yQJ61bscL3o@hermes.development.it>
Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
Salve Alessandro e Nexa,
credo sia anzitutto importante ricordare che l'unico modo per vincere
una guerra è convincere l'avversario che ha già perso, che non ha più
senso continuare a combattere.
Poco importa se questo sia vero o meno, ovviamente.
On Wed, Sep 13, 2023 at 12:52:38PM +0200, alessandro marzocchi wrote:
Non arrendersi è stato utile?
Nella scuola si educa al SW libero? In argomento, quali progressi?
Da utente inesperto non mi sono arreso, neppure ho visto progressi,
tutt'altro.
Non mi arrendo ma ... sarà utile?
Questa domanda (che si riaffaccia spesso nella mia mente) evidenzia
una tentazione molto forte, spesso tanto più forte quanto
più forti sono il controllo cognitivo esercitato sulle persone
che ci circondano e la pressione che queste esercitano su coloro
che ci stanno a cuore e che cerchiamo di proteggere.
E' utile questa fatica? E' utile la sofferenza che genera?
Sono certamente domande legittime.
Per rispondere in modo razionale bisogna anzitutto osservare che
l'utilità di una scelta non può quasi mai essere misurata in modo
oggettivo: andrebbe infatti confrontata con tutte le conseguenze
di tutte le possibili opzioni alternative, tutte scartate e spesso
largamente ignote.
Ex-ante, effettuare una scelta utilitarista può costituire una scelta
razionale (rispetto alle modalità di scelta alternative, normativa,
randomica, istintuale...) solo quando si dispone di tutte le
informazioni necessarie a prevedere precisamente tutte le conseguenze di
tutte le possibili opzioni.
Il che riduce la razionalità dell'utilitarismo a contesti di breve
periodo o impatto limitato: che dentifricio comprare, che scarpe
indossare oggi...
Partecipare consapevolmente ad una guerra in corso, non è dunque una
scelta che possa essere razionalmente basata su una funzione di utilità:
l'alternativa (partecipare inconsapevolmente, come sconfitto) presuppone
la NON conoscenza della scelta stessa, figurarsi delle conseguenze.
Il fatto poi che la scelta utilitaristica sia logicamente coerente ed
applicata in modo corretto non deve trarre in inganno: l'irrazionalità
è a monte, nella scelta della modalità di decisione in assenza di
prevedibilità di lungo termine in un sistema caotico.
Laddove infatti non disponiamo di prevedibilità sufficiente da un punto
di vista individuale, potremmo più razionalmente tirare un dado per
annullare i nostri bias, o affidarci ad una scelta normativa basata su
un senso morale magari vago ma stratificato dall'esperienza collettiva.
D'altro canto, indipendentemente da quale sarà l'esito futuro della
nostra resistenza, tale resistenza oggi preserva una flebile speranza
di umanità per le future generazioni. [1]
Se ci arrendessimo, diventando complici dell'oppressione dei nostri
figli, avrebbero definitivamente vinto.
E' dunque utile continuare a resistere?
Paradossalmente, indipendentemente dal nostro successo, sì. [2]
Se smettessimo, quella flebile speranza, oggi, sparirebbe.
Giacomo
[1]: https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2023-September/051515.html
[2]: si pone poi un'altra domanda, molto più inquietante: se lo Stato
viola le proprie stesse Leggi pur di piegarsi e di piegare la
società sotto il dominio di GAFAM & friends, rendendo inefficaci
la lotta politica civile e nonviolenta, che metodi di lotta resteranno?
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Message: 4
Date: Sat, 16 Sep 2023 10:33:16 +0200
From: "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin@polito.it>
To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] "Contro lo smartphone - per una tecnologia più
democratica"
Message-ID: <e6f03387-7a0b-4a69-8a39-6be813cfd00b@polito.it>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
Care e cari,
consentitemi di segnalare che il 22 settembre uscirà "Contro lo
smartphone - per una tecnologia più democratica", prefazione di Gustavo
Zagrebelsky (ADD Editore).
Dopo "Università futura - tra democrazia e bit"
<https://www.universitafutura.it/>, uscito nel 2017, è il mio secondo
libro; l'obiettivo è offrire sia una sorta di economia politica dello
smartphone realmente esistente, sia possibili alternative. Per maggiori
informazioni, oltre alla scheda dell'editore
<https://www.addeditore.it/catalogo/juan-carlos-de-martin-contro-lo-smartphone/>,
rimando alla prima intervista
<https://www.vita.it/storie-e-persone/contro-gli-smartphone-no-ma-occhio-a-una-tecnologia-senza-democrazia/>
uscita sull'argomento.
Tra un anno rilascerò il libro con una licenza Creative Commons.
Segnalo infine che il 23 settembre
<https://www.pensarecontemporaneo.it/eventi/contro-lo-smartphone/> alle
12:30 parlerò - con Stefano Moroni- a Piacenza, nel contesto del
Festival del pensare contemporaneo. Il 28 settembre alle 18:00, invece,
ci sarà la prima presentazione torinese presso la libreria Bodoni (via
Carlo Alberto 41), in dialogo con Gustavo Zagrebelsky e con la collega
dell'Università di Torino Alessandra Quarta (locandina in allegato).
Grazie per la vostra attenzione e grazie, ancora una volta, per questa
straordinaria lista, così ricca di riflessioni intelligenti e di
segnalazioni preziose!
Un caro saluto,
juan carlos
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