Ciao a tutti, faccio seguito alla mia proposta chiedendo agli amici di Nexa di ospitare una prima istanza degli Stati Generali del Wi-Fi a uno dei loro Mercoledì. Si può fare? Io posso contribuire con un po' di dati e analisi statistiche, con i risultati di una intervista a su 6000 alberghi (750 risposte) fatta l'anno scorso e le esperienze "di strada" fatte nel corso degli ultimi mesi. Organizziamo? A presto, Giampaolo 2010/9/6 Giampaolo Mancini <manchoz@gmail.com>
Bom, visto che l'argomento (il Decreto Pisanu) è saltato fuori, iniziamo a discuterne, anche perché, ormai, è anche il tempo giusto.
È il primo messaggio di una chiamata alle armi per provare a organizzare qualche cosa che chiamerò "Stati Generali del Wi-Fi".
Può rimanere anche solo un thread su questa ml ma mi auguro che diventerà ben altro: barcamp, conferenze, articoli ecc. ecc.
Siete tutti invitati. Facciamo il punto della situazione sulla diffusione del Wi-Fi in Italia e facciamo una proposto seria (ho scritto SERIA), che parta dal basso (ho scritto DAL BASSO) e che metta tutti, gestori di Wi-Fi e Governo, nella migliore delle condizioni possibili.
Pianeta Italia, Pianeta Pisanu, dunque.
Qual'è *oggi* la issue?
Noi [full disclosure: sono fondatore e CEO di Trampoline - http://www.trampolineup.com] offriamo una soluzione chiavi in mano, automatica, personalizzabile, per la gestione completa del Decreto Pisanu. L'offerta commerciale parte da un servizio che costa €1 al giorno, tutto compreso. Poco più di un caffè e meno di un quotidiano.
Non siamo gli unici a offrire soluzioni di questo tipo per la "gestione del Decreto Pisanu". C'è WiFiGest, InWya, Noody e tanti altri, tutti più o meno venuti fuori a partire dalla scorsa estate. Tutti con listini più o meno paragonabili.
Direi che il costo di gestione, dunque, non è più un problema.
Abbiamo eliminato server di autenticazione e tracciamento, registrazione manuale degli utenti, fotocopie de documenti & co, backup e compagnia bella. Il gestore del hotspot non ha più niente da fare: gli utenti si connettono alla rete Wi-Fi, vengono catturati da un portale Web e, tramite una procedura guidata basata su Web e SMS, vengono registrati, identificati e autorizzati. Nel nostra offerta, i famigerati log vengono generati su una network appliance grande come una moleskine, che costa €50 (ma che presto speriamo di riuscire a regalare), e vengono spediti su sistemi ridondati ad alta affidabilità attualmente ospitati preso TOP-IX, Amazon AWS o Linode. Backup giornaliero, affidabilità 99.5%. Tutto il sistema è basato su open source, standard aperti e interoperabili di IETF e offre un'esperienza di navigazione di alta qualità (802.11n) e a 360 gradi (sono aperte e loggate tutte le porte, non solo 80 e 443).
Come noi, anche gli altri (più o meno).
E direi che anche l'amministrazione non è più un problema.
Che cosa rimane? Rimane la cultura. La cultura dei baristi, degli esercenti, degli albergatori e di tutti quelli che vi vengono in mente.
Volete sapere quel'è stata la caratteristica che tutti, dico tutti, ci hanno richiesto dopo l'installazione dei primi portali?
Una password o un codice per chiudere la registrazione automatica.
Tutti vogliono che, prima di effettuare la auto-registrazione, i clienti vadano al banco, alla cassa, ecc. a chiedere un codice "perché mica posso permettermi di far navigare chiunque se non entra a bere neanche un caffé"?
Allora, oggi, secondo voi, il problema del Wi-Fi in Italia è il Decreto Pisanu?
Fatevi sotto.
Giampaolo
On Mon, Sep 6, 2010 at 09:56, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:
Dalla serie: "Resoconti da altri pianeti". Noi, sul pianeta Pisanu, abbiamo ben altre priorita' rispetto al Regno Unito.
juan carlos
Britain’s Transit Wireless Pioneers<http://www.masstransitmag.com/interactive/2010/09/02/britains-transit-wirele...>
*by Jim Baker*
This month I’m in Europe on business travel, and Britain is my first stop. One of the things you notice once you’ve stepped off the plane is the omnipresent CCTV camera — many of them wireless — a sign of the government’s commitment to public safety and, some have claimed, another step in the formation of a Big Brother state.
The UK has more CCTV cameras per capita than any European country, yet concerns have been raised about their effectiveness in actually cutting crime <http://bit.ly/bSkzUQ>. Boarding the Heathrow Express train for central London, CCTV is visible on the platforms and on the trains, and managed from the impressive Heathrow Express Control Room (HECR) built by infrastructure operator Firstco <http://bit.ly/asn6a6> to provide round-the-clock monitoring for passenger safety and systems control. The Heathrow Express <http://en.wikipedia.org/wiki/Heathrow_Express>, operating between London’s Paddington Station and Heathrow terminals, was opened in 1998 and carries more than 5 million passengers a year.
In 2007 wireless broadband was added to the train by Nomad Digital and T-Mobile, with a Wi-Fi hotspot service available throughout the 15-minute journey, even underground in the six kilometer section of tunnel. The free Wi-Fi service provides passengers with a typical broadband speed of around 2Mbps, enabling travelers to check email and surf the Web before and after a flight. With international data roaming charges on your smartphone as high as they are, foreign visitors to the UK find the free Internet access a real bonus. Free Wi-Fi suddenly has great importance to me; I dare not use my AT&T iPhone or USB dongle in Europe, lest I spend my kids’ college fund on those roaming charges. [...] Continua qui: http://www.masstransitmag.com/interactive/2010/09/02/britains-transit-wirele...
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-- Giampaolo Mancini email: manchoz@gmail.com phone: +39 348 41 48 682 skype/linkedin/gtalk: manchoz
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