Buongiorno, ancor prima di fare i miei piccoli commenti vi dico che mi fa veramente uno stranissimo effetto che una persona come ARM parta con un "con molte scuse" quando invece io credo che Qualcuno™ debba farle a lui e a tutte le persone come lui che hanno letteralmente dato l'anima per migliorare lo stato delle cose, ottenendo ben poco... anche quando erano in posti strategici (AFAIU, IMHO). Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> writes:
Pienamente d’accordo co ARM e coi commenti di Diego riguardo la PA nel discorso di Draghi. I veri vantaggi dell’informatizzazioni si ottengono quando si ridisegnano i processi per renderli più semplici ed efficaci, non si riproducono pedissequamente i processi esistenti.
Anche io sono *molto* d'accordo con questo principio, aggiungo però che "informatizzare" un processo significa partire dalla sua analisi e conseguente "ottimizzazione informatica" che - in un sistema sano - dovrebbe portare conseguentemente a correggere norme non adatte invece di applicarle "pedissequamente". La cultura informatica aiuterebbe molto nella semplificazione, insomma. ...a meno che non venga (finalmente dico io) dichiarato chiaro e tondo: potete cambiare tutto tranne "questo".
Sono anche preoccupato che la digitalizzazione si concentri soltanto sulla connettività, magari sul 5G, che è di scarso aiuto alla digitalizzazione del paese, in cui la principale carenza sono i servizi, specialmente quelli ben fatti.
Concordo in pieno, questa cosa dovrebbe preoccuparci tutti *moltissimo*; troppo spesso abbiamo visto DEPRIMERE "la digitalizzazione" (informatizzazione) appiattendola sulla connettività... la *buona* connettività - cioè la banda ultralarga in fibra fino in casa, altro che la presa in giro del 5G - aiuterebbe a decentralizzare o (re)distribuire molti servizi, ma non è lontanamente sufficiente.
Gli investimenti vanno orientati alle infrastrutture di supporto allo sviluppo ed erogazione di servizi, e alla formazione di personale in grado di farlo.
Assolutamente sì perché anche da una analisi superficiale che si può fare solo "intel-leggendo da fuori" come (non) funziona l'informatizzazione della PA (mettiamoci anche l'università) è lampante che, come nella sanità non è (solo) una questione di muri e respiratori ma di personale sanitario [1], anche nella PA non è (solo) questione di macchine e "servizi cloud" ma di persone che sappiano manutenerle e integrare i servizi informatici nei processi [1]. La mia è una semplificazione della complessità "ad usum discorsi", serve a evidenziare un problema essenziale.
Conoscenza libera e condivisione di software, dati e modelli sono alla base di questo processo di trasformazione.
Che IN TEORIA è condiviso praticamente da tutti i politici (o no?) ma poi nella pratica viene "lasciato a sé stesso" se non palesemente depotenziato o ostacolato: sbaglio?
Puntare solo sulla connettività significa facilitare coloro che erogano i servizi a raggiungere un pubblico più vasto e quindi ad aumentare il loro dominio.
+1 [...] Saluti, Giovanni [1] sempre, non solo in epoca covid-19 -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.