Grazie mille: spiegazione assolutamente esaustiva e links molto interessanti. Buon pomeriggio. Luca Belli Doctorant en Droit Public Université Panthéon-Assas, Paris 2 Membre du CERSA-CNRS Tél.+33.(0)6.48.94.14.88 http://www.cersa.cnrs.fr/spip.php%3Farticle1387.html Date: Wed, 20 Apr 2011 13:56:02 +0200 From: paolo.brini@iridiumpg.com To: lucabelli@hotmail.it CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] USA & ACTA Il 20/04/2011 13:26, luca belli ha scritto: IMHO, il nodo della questione sta nel fatto che, per essere considerato “supreme Law of the Land”, il trattato non dev’essere semplicemente firmato ma necessita la ratifica (i.e. deve ricevere il parere ed il consenso dei due terzi del Senato e la ratifica del Presidente). Chiaramente, il procedimento di ratifica puo’ essere lungo e farragionoso poiché bisogna cristallizzare il consenso di 2/3 del Senato e del Presidente attorno allo stesso trattato. Tuttavia, pur non essendo un esperto di lobbying, mi sento di poter sospettare che diversi portatori di interesse potrebbero “incoraggiare” una ratifica eccezionalmente rapida. Salve! L'amministrazione Obama vuole introdurre ACTA come executive agreement, che come tale non necessita né dello scrutinio né dell'approvazione del Senato. <http://www.au.af.mil/au/awc/awcgate/congress/treaties_senate_role.pdf> In effetti ACTA è stato negoziato come executive agreement almeno dal 2009. Da notare anche che ACTA è soggetto alle tutele di un atto essenziale per la sicurezza nazionale degli USA, per decisione personale del Presidente Obama. <https://www.eff.org/deeplinks/2009/11/stopping-acta-juggernaut> A quel punto ACTA sarebbe vincolante solo in accordo alla Convenzione di Vienna sulla Legge dei Trattati del 1969. Tuttavia essa non è stata ratificata dagli Stati Uniti. <http://arebentisch.wordpress.com/2011/03/01/3058/> La manovra americana è perfettamente coerente con gli scopi dell'amministrazione Obama di mantenere un'asimmetria vantaggiosa per gli interessi dell'industria della "proprietà intellettuale": esportare un tipo di enforcement concernente la "proprietà intellettuale" verso paesi terzi, senza essere vincolati da quell'enforcement, per permettere alle industrie americane di conquistare un vantaggio competitivo rispetto alle industrie estere. Purtroppo ho l'impressione che i negoziatori della Commissione si siano prestati volentieri a questo giochetto, contro gli interessi dell'Unione. Ciao, Paolo