Ciao Stefano, On Fri, 29 Jan 2021 18:26:11 +0100 Stefano Quintarelli wrote:
IMHO in assenza di crittografia omomorfica i dati non possono concretamente essere un bene indisponibile.
questa affermazione esprime alcune assunzioni erronee: - che le persone non possano elaborare i propri dati sui propri computer (no self-hosting, da cui la necessità di crittografia omomorfica) - che la crittografia omomorfica potrebbe comunque risolvere il problema (chi scrive il programma elaborato dal sistema crittografico?) - che la società cibernetica definita dai protocolli mainstream attuali sia il migliore possibile e non sia invece possibile creare protocolli e norme che impediscano la raccolta di dati personali. Se i dati che possono lasciare un mio computer/smartphone/iot sono solo quelli che io esplicitamente invio al destinatario su un canale cifrato end-to-end, questi diventano effettivamente indisponibili. E sopratutto diventano indisponibili tutti quelli che NON vengono mai registrati, perché hardware e software sono progettati, per Legge, in modo da NON registrare alcunché e minimizzare le informazioni emesse. Inoltre ogni dato indisponibile su un individuo rende indisponibili tutta una serie di altri dati da esso deducibili secondo probabilità misurabili, e riguardanti - l'individuo stesso, - tutti gli individui che hanno comportamenti o situazioni analoghe - tutti i membri delle comunità di cui è membro - la società in cui si trova (geograficamente o politicamente) Per quanto sia difficile farlo accettare a chi ne è ormai dipendente, smettere di usare WhatsApp, Gmail e simili sistemi di sorveglianza di massa non serve solo a proteggere la nostra privacy, ma anche quella presente e futura dei nostri affetti. Purtroppo non riduce il danno fatto loro, ma smette di accrescerlo in modo esponenziale con ogni nuovo bit ceduto. Ed è sempre possibile. "Mi sposto su Element", "Scrivimi una mail", "Chiamami quando vuoi". Giacomo