Sì, hai ragione. Infatti il punto debole di tutte le applicazioni proposte (verifica dei cantieri, delle foreste, delle opere d'arte, della rete elettrica...) è proprio che, mancando la possibilità di un abbinamento certo fra una situazione o un oggetto fisico e la blockchain, si tratta di sistemi GIGO (Garbage in - Garbage out). Io posso bloccare il dato che un pollo è stato allevato per tre mesi in un allevamento ideale, ma nessuno mi garantisce che quel dato si riferisca al pollo che ho nella confezione, nè che quel dato sia autentico all'origine. Ho riportato le sue parole e credo che il senso sia condivisibile, forse piò che "notariato" avrebbe dovuto dire "ufficio del registro". Per quanto mi siano capitati dei casi di notai che hanno stipultato contratti sulla base di documenti falsi (ovviamente inconsapevolmente), o ai quali sia sfuggita qualche ipoteca, per cui anche il controllo che esercitano è relativo. Ma non ampliamo il raggio della disussione, che già così c'è molto materiale. D. ________________________________ From: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> Sent: Monday, December 3, 2018 11:49 AM To: Diego Giorio Cc: Marco Ciurcina; Matteo G.P. Flora; Nexa Subject: Re: [nexa] Quattro chiacchiere su GDPR e BlockChain Il giorno lun 3 dic 2018 alle ore 12:33 Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
La blockchain, come diceva Marco Calamari, in ultima analisi è un servizio di notariato elettronico che non soggiace ad un'autorità centrale.
Oibò! Questa mi è nuova: un notaio non verifica le dichiarazioni che firma? Se non lo fa... se non risponde della veridicità delle stesse... ehm... a cosa serve? Perché la blockchain, come spieghi nell'esempio della tracciatura del pollo, non è garanzia di veridicità dei dati. Giacomo