Caro Enrico, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> writes: [...]
Posizione che trovo giusta e condivisibile, anche se osservo che già la selezione di quali dati raccogliere e la decisione di come analizzarli [1] per costruire l'evidenza sono in molti casi delle scelte politiche
(manca la nota a piè di pagina [1], sono curioso :-) ) Bella osservazione, aggiungerei: quali ricerche finanziare, come valutare i risultati della ricerca, come rendere metodi e risultati della ricerca trasparenti, di chi sono i risultati della ricerca (copyright, brevetti). L'informatica può giocare un ruolo interessantissimo in tutto questo, molto più interessante di quanto fatto fino ad oggi.
che niente hanno a che fare con l'integrità scientifica (che ovviamente ci deve comunque essere).
Sono d'accordo e il primo passo per tentare di garantire l'integrità scientifica è riconoscere che "la scienza (come la tecnica) è Politica" [1] e da quella "semplice" constatazione decidere a quali interessi deve (cor)rispondere e partendo da quello... [...] Saluti, Giovanni. [1] Politica della Scienza con pari dignità della Filosofia della Scienza P.S.: Evidence-Based Policymaking è una bella buzzword, diffido sempre di chi la usa... preferisco «The Policy of Truth» (Depeche Mone, 1990) :-D -- Giovanni Biscuolo