di nuovo: ciascuno può leggere la saga WL come meglio crede, evidenziando certi aspetti piuttosto che altri, e al di là di quelli più macro messi in evidenza, e su cui siamo tutti d'accordo da sempre (in primis trasparenza dei governi a ogni livello) la mia riflessione non è diretta a evidenziare le contraddizioni delle logiche interne di WL o simili (che pure ci sono ben oltre i segreti sui suoi meccanismi) ma vuole piuttosto segnalare ambiti meno evidenti di primo acchitto e certe ricadute complessive a livello sociale e glocale nel contesto dell'interet superdiffusa odierna (cose di cui in italia nessuno si è sognato di intervenire), oltre a evitare di creare supereroi e etiche dorate che storicamente hanno fatto e fanno malissimo alla cultura e alla pratica digitale (aspetto invece che in italia ha trionfato); il punto per me è andare assolutamente "oltre WL" e rileggere il fenomeno rispetto all'odierna partecipazione iperdiffusa online e alle moltissime differenze di attivismo sociale legate all'online nei villaggi del mondo - e di "oltre WL" si discuterà anche nell'evento a romatre segnalato da arturo --b. On 26/01/11 04.14, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Caro Bernardo-- tu parli di rischi reali, ma essendo io uno che non ama scontri ideologici ma solo risultati pratici, ti dico che WL e Assange hanno conseguito dei risultati importantissimi in termini di dibattito pubblico sull'operato dei governi e, come ho scritto, in termini di riflessioni sulla "debolezza" di una Internet sempre più identificata coi walled garden dei social media più noti. Io credo che il tema da discutere riguardi di pià gli effetti del ciclone wikileaks che la sua logica interna che non è ben conosciuta dai molti e che ci può far storcere il naso, ma che comunque, passa in secondo piano rispetto al dibattito innescato. IMHO
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-- thanks, ciao --b.