Caro Paolo, cari tutti,
"paolo" == Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> writes:
> Facciamo un passo indietro. Come avevamo chiarito, non ci > riferiamo a limiti di traffico. Si`, infatti ero stanco e non ho letto bene la tua risposta, continuando a pensare ai limiti di traffico - scusa. Concentriamoci allora sui limiti di banda o "prioritizzazioni". Due premesse: (1) tutte le domande che faccio non sono retoriche e (2) personalmente ho un `gut feeling' che sarebbe un errore permettere agli operatori di rete di effettuare discriminazioni sul tipo di traffico al di la` di quanto sia normale quando si gestisce un'infrastruttura di rete. Ma la discussione sulla NN ha bisogno di qualcosa di piu` dei `gut feeling', miei o altrui. > Ci riferiamo al bandwidth cap: strozzatura della banda > discriminatoria, non agnostica: Per curiosita`, cosa intendi per "agnostico" in questo contesto? > significa che se (situazione ipotetica in base ai piani > annunciati) io cliente finale britannico pago British Telecom > per 100 Mbit/s, comunque ricevo contenuti artificialmente > discriminati a 768 kbit/s dalla BBC, se la BBC non paga (oltre > alla banda che già paga oggi) un balzello addizionale a BT > stessa. Ho quindi un cap pari allo 0,8% della banda massima > teorica per la quale pago. > Nel caso di Vodafone, io cliente italiano, anche se pago il top > delle tariffe Vodafone, ho un cap per il p2p e il VoIP pari allo > 0,7% della banda massima teorica (in download) per cui > pago. Vodafone ha cioè introdotto una scarsità artificiale (ha > creato una scarsità inesistente tecnicamente) Mi sembra un po' azzardato dire che si tratta di una scarsita` inesistente tecnicamente, dato che quando un operatore offre una certa quantita` di banda passante si tratta sempre di un valore massimo, non di una garanzia minima. Questo perche` la maggior parte degli operatori fanno `overbooking' delle proprie infrastrutture, assumendo (spesso a torto) che gli utenti useranno solo una frazione delle risorse - che possono essere molto capienti, ma non infinite. Poi possiamo discutere se tali pratiche siano accettabili, sia perche` rivelano pratiche di informazione al consumatore poco chiare, sia perche` in altri settori in cui si pratica l'overbooking (aerei) chi non ottiene il servizio per cui ha pagato viene rimborsato, sia perche` sono fondamentalmente il retaggio di una mentalita` telco per cui e` l'operatore a sapere `ex ante' quali siano gli usi "giusti" della propria infrastruttura. Mentalita` che e` accettabile quando le infrastrutture erano costruite per il traffico voce e per qualche dato di tanto in tanto (telefax) ma che certamente rivelano tutti i propri limiti quando si parla di Internet. > per costringermi a pagare due volte per lo stesso servizio (e se > metterà come ha fatto Deutsche Telekom la "tassa" per sbloccare > il cap per una certa applicazione, il cliente italiano pagherà > tante volte lo stesso servizio per quante sono le > applicazioni/protocolli/servizi/siti web che vuole sbloccare). > Invece di favorire la differenziazione delle tariffe in base > alla qualità del servizio e quindi investimento nell'innovazione > e nelle infrastrutture, queste pratiche favoriscono un modello > di business basato sulle limitazioni inventate, e la > differenziazione delle tariffe avviene introducendo una penuria > artificiale e artificiosa. Ecco, questo mi interessa. Che tipo di differenziazioni tariffarie sarebbero per te (e per chi ci sta leggendo) accettabili? > Gli esempi che avevo fatto volevano mostrare che il cap può > essere un ostacolo molto grave per il mercato digitale unico. Uhm, questo mi sembra un salto logico. Un distributore di beni fisici (che so, pastasciutta) non ha un obbligo di fornire ai propri consumatori accesso a tutti i tipi di pastasciutta esistenti nel mercato unico. Oppure non ho ben capito cosa intendi. > Il business che può sorgere da eventuali alleanze fra telcos e > grandi distributori di contenuti per la creazione di super-nodi > di distribuzione che filtrano tutti i contenuti concorrenti > rischia di rendere incentivi e deduzioni fiscali molto poco > appetibili Mi sono perso il ruolo degli incentivi (da parte di chi?) e delle deduzioni fiscali (per chi?). > e di essere difficilmente estirpabile tramite procedure per > pratiche anticompetitive, Perche`? > pur portando a distorsioni profonde del mercato interno (per > esempio, bloccando de facto lo sviluppo delle start-up in rete e > bloccando la diffusione dei contenuti sotto licenze Creative > Commons, GPL...). Suppongo che cio` avverrebbe, nel tuo modello, perche` chi crea/distribuisce contenuti con licenze CC o FLOSS non avrebbe la capacita` economica per negoziare con gli operatori di rete. E` cosi`? > Da qui la domanda "delicata" già posta: la Commissione, se > volesse intervenire, avrebbe i mezzi per farlo? Nel caso del > VoIP sembra proprio di si, ma negli altri casi? > Tuo parere personale, non mi permetto di farti domande chiedendo > una risposta ufficiale. :) Anche per darti un parere personale avrei bisogno di capire meglio alcuni dei punti che hai esposto. > Per inciso, i margini di guadagno degli operatori non dovrebbero > essere aumentati per mezzo di pratiche nocive all'innovazione, > alla libera concorrenza e al mercato interno. Ovvio. > Permettimi poi un'osservazione quandi citi "un modo come un > altro per prezzare l'uso delle PROPRIE infrastrutture", per > quanto tu lo riferisca ai limiti di traffico e non al cap sulla > banda: in Europa gran parte delle infrastrutture che ora sono > usate dalle telcos sono state pagate fino all'ultimo centesimo > dai cittadini. Personalmente io sarei per un modello in cui l'infrastruttura di rete di un paese, in quanto elemento strategico, sia interamente pubblica o al massimo di proprieta` o sotto la gestione di un consorzio di tutti gli operatori privati (mi pare che avvenga cosi` in Norvegia, da quanto mi hanno riferito). Cio` detto, molte telcos hanno fatto investimenti sostanziali sulle infrastrutture che sono state loro graziosamente concesse dagli Stati :) e l'hanno fatto sul mercato (certo con aiuti pubblici, ma non credo in maniera sostanzialmente diversa da tante altre industrie). Quindi considerare tali infrastrutture ancora come un "bene pubblico" (non nel senso economico del termine) mi sembra limitativo. E` forse piu` utile impostare la questione considerando le infrastrutture di rete una risorsa strategica per gli Stati Membri e per l'Europa, al di la` di chi ne abbia la proprieta` o la gestione. > Inoltre, alcune delle tecnologie più importanti che usano le > telcos per i propri profitti (per esempio il TCP/IP) non sono > state inventate da loro ma sono state messe a disposizione > gratuita di chiunque le voglia usare. Questo e` un fatto (che pero` non tiene conto del fatto che diverse telco e ISP sono partecipanti attivi nell'IETF) ma non vedo il legame con la discussione. > Infine, Internet è stato riconosciuto come lo strumento chiave > per l'esercizio di certe libertà fondamentali. Quindi non tutti > i "modi di aumentare i guadagni" sono equivalenti, quando c'è > Internet di mezzo, al di là di considerazioni sui Trattati in > merito a pratiche anticompetitive. Siamo d'accordo, ma potremmo fare lo stesso discorso per molti beni, servizi e infrastrutture. Sinceramente, pur essendo (da prima che la cosa diventasse molto di moda) un fermo sostenitore del valore di Internet come veicolo per l'esercizio concreto di diritti fondamentali, e quindi ritengo sia importante non dimenticare questa dimensione, la mia esperienza e` che il legame tra di essa e la richiesta di proibire certe pratiche sia piuttosto labile (o non sia spiegata in maniera abbastanza convincente). > Per quanto concerne l'innovazione, se deprioritizzazioni e > bandwidth cap fossero stati possibili e praticabili negli anni > 90, avrebbero facilmente potuto impedire la nascita del World > Wide Web. Pur essendo sostanzialmente d'accordo su questa affermazione, preferirei evitare di discutere sui "what if", soprattutto perche` e` difficile sapere cosa si sarebbe potuto sviluppare al posto del WWW se `deprioritizzazioni' e `bandwidth cap' fossero stati *ampiamente* praticati (erano possibili ed erano limitatamente praticati) e se questa "cosa" sarebbe stata meglio o peggio del WWW. Ciao, -- Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/ M: +32-488-409-055 F: +39-051-930-31-133 * Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali * * The opinions expressed here are absolutely personal * "Constitutions represent the deliberate judgment of the people as to the provisions and restraints which [...] will secure to each citizen the greatest liberty and utmost protection. They are rules proscribed by Philip sober to control Philip drunk." David J. Brewer (1893) An Independent Judiciary as the Salvation of the Nation