Lungi da me lo sventolare --in ambito PA-- la bandiera dei cloud-provider made-in-USA. Cio' premesso.... Il 28/05/21 08:37, Marco Ciurcina ha scritto:
In data mercoledì 26 maggio 2021 10:37:09 CEST, Stefano Maffulli ha scritto:
Serve tenere presente che *oggi* non ci sono alternative alle cloud di Google, Amazon e Microsoft. Non è vero in assoluto che in Italia non c'è niente all'altezza dei cloud USA:
da tecnico che si sporca le mani con le tecnologie di cui parliamo, sostenere che in _ITALIA_ ci sia qualcosa "all'altezza dei cloud USA" (tout-court, senza specificare il contesto, e quindi riferendosi al 100% dei servizi made-in-USA) è pericolosamente errato. A mio avviso il problema _NON_ è: "Siamo Italiani; siamo bravi; possiamo fare quello che fa AWS!". Questo, ad _OGGI_, è _IMPOSSIBILE_. Il problema è: "Per la PA Italiana _DI_OGGI_, ossia per coloro che hanno detto di avere 11.000 datacenter up-and-pseudo-running e per i quali AGID riscontra problemi di (TLS-based)-security, e sulla base dei quali AGID ha impostato tutta la strategia di "migrazione al cloud" delle PP.AA", esiste una alternativa che NON sia made-in-USA?" A questa seconda domanda, la risposta è "_SI_; ASSOLUTAMENTE _SI_". Ed è "SI", perché per risolvere questo problema: 1: _NON_ serve la scalabilità su scala "globale" (world-wide) di AWS; 2: _NON_ servono le tecnologie software ultra-moderne (disaccoppiamento delle componenti applicative con relativa distribuzione su scala geografica e con annessi add-on che garantiscono scalabilità orizzontale praticamente illimitata) ossia _NON_ servono i due elementi che rendono AWS "unica" (ed inavvicinabile da noi Europei nei prossimi 3/5 anni). E allora... cosa serve? I miei occhi vedono un problema che si puo' inquadrare cosi': i 6.700 comuni con meno di 10.000 abitanti hanno (quasi) _TUTTI_ un PC di fianco il carrello delle pulizie, nell'antibagno (che AGID ha deciso di chiamare "Datacenter"). In quel PC ci sono i dati dell'anagrafe, dei tributi e di altri sistemi (protocollo, etc.). Ci sono anche altri dati (oltre alle foto del cellulare del segretario comunale). Il problema sono quei _DATI_. Non si possono perdere. Sento gia' l'eco di chi dice: "Ma anagrafe, tributi, etc. sono gia' disponibili a catalogo AGID! Possono migrare li!". A questi rispondo dicendo che il termine "migrazione" ha --in questo settore-- un significato molto particolare (in sintesi: il PC, nel sottoscala, ci deve restare... per la consultazione dei dati vecchi). Se non è possibile spostare i soli dati (spegnendo e buttando il PC del sottoscala - e quindi "chiudendo un datacenter"), a quel punto il piano B diventa: "ti sposto il PC, con tutti i dati". Questa operazione banale è fattibile con _CENTINAIA_ di fornitori nazionali (Cloud-provider di servizi IAAS). Chiaramente sto semplificando, ma il concetto è quello... Lo step 0 --nel mondo reale, della PA Italiana del 2021-- è IAAS. Bisogna _CORRERE_ a _SPEGNERE_ il 70/80% dei sistemi (non)gestiti in periferia e centralizzarli da qualche parte. E' la soluzione migliore del mondo? No. E' la soluzione che io preferirei? No. E allora perche' la proponi? ...perchè è l'unica cosa che oggi puo' funzionare. E, come plus, si riesce ad effettuare anche con una politica 100% "nazionale". E come ulteriore plus... la si ottiene pure a costi ridottissimi. Tra l'altro, avrebbe il vantaggio di rendere subito evidente che il problema _NON_ e' "tecnico". È politico (perche' bisogna prendere delle decisioni e avere la forza di imporle!) e organizzativo (perche' già la sola organizzazione di questa banale operazione di migrazione "fisica/locale => virtuale/remota" è ai limiti delle capacità disponibili oggi sul territorio). Poi possiamo indossare il cappello dei disegnatori del futuro e cominciare a dire: "mi piacerebbe una amministrazione pubblica che sia interoperabile ed a misura dei cittadini! Che sia sicura e che agisca come leva per lo sviluppo del Paese".... Ok. Ma questo e' un altro problema. Poi possiamo dire: "Mi piacerebbe che al prossimo click-day gli hacker non si sveglino e mandino in crisi il sistema" Ok. Ma questo e' un altro problema, molto piu' semplice da risolvere. Poi possiamo dire: "La digitalizzazione del Paese deve migliorare. Voglio il Gigabit a Roccacalascio". Ok. Ci stiamo lavorando. Ma se non usiamo questo Gigabit per trasportare i dati dell'anagrafe del Comune di Calascio da/verso il cloud/IAAS.... non mi è chiarissimo a che serve.... ma fa niente. Mi fido. Chiudo dicendo che ho semplicemente "scalfito" lo scenario attuale prendendo ad esempio i piccoli Comuni. La realta' è molto piu' drammatica: la totalità degli Atenei Italiani (con la sola eccezione di PoliTO) --che dai Comuni e dalle ASL vengono visti come "eccellenze"-- non è stata in grado (ne singolarmente; ne in forma aggregata) di erogare flussi audio/video in streaming a qualche decina di migliaia di studenti! E non l'hanno fatto nonostante avessero capacità trasmissive piu' che compatibili (GARR e banda "simmetrica") + infrastrutture computazionali che si possono comprare al prezzo di un tozzo di pane (con 50K€, su MEPA, un Ateneo puo' comprare risorse di calcolo sovradimensionate rispetto a questo problema) + fossero disponibili una pletora di soluzioni applicative F/OSS. Sento gia' l'eco: "Ma scusa! Allora perche' non lo hanno fatto?" Semplice: perche' (politicamente parlando) è molto piu' semplice firmare un documento e risolvere il problema in ottica-short-term acquistando un servizio (con l'ulteriore vantaggio di avere anche qualcuno su cui banalmente scaricare eventuali responsabilità di disservizi), piuttosto che pensare in ottica di "sistema Paese", di "competenze da coltivare", di "tutela dei dati".... DI INTERESSE PUBBLICO.... come ha fatto il Rettore del Politecnico di Torino. Unico caso in Italia. Insomma: vedo un sacco di problemi.... ma certamente _NON_ vedo il problema di andare a fare la concorrenza ad AWS per implementare i servizi che lei vuole (giustamente) vendere al mondo e che, in questo momento, alla nostra PA (almeno a quella degli 11.000 datacenter), non servono. Mi taccio. Scusate. Bye, DV -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html