On Fri, Nov 30, 2018 at 06:09:32PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
Ho letto con attenzione e ci sarebbe molto da correggere. A partire dalla quarta slide, le libertà fondamentali sono "usare, studiare, MODIFICARE e condividere", NON "usare, studiare, MIGLIORARE e condividere".
(In realtà se ne vuoi 4 nessuna delle due liste è corretta. E la presentazione della definizione della FSF stessa parla di "change and improve the software" prima di introdurre le 4 libertà. Ma non è importante: questa parte filologica del dibattito mi appassiona poco.)
Il software libero ha bachi, ma nessuno li nega e puoi correggerli perché è tendenzialmente semplice. Il software open source ha bachi, ma NON puoi veramente correggerli perché chi lo sviluppa fa in modo che sia impossibile nella pratica, anche se possibile nella teoria.
Mi pare che tu concluda questo sulla base di definizioni tue, o perlomeno inusuali, delle nozioni di software libero e open source. Il che è legittimo, ma le definizioni comunemente intese delle due nozioni sono invece basate sull'aderenza della licenza del software in questione o alle 4 libertà (come interpretate dalla FSF) o alla OSD (come interpretata da OSI). Non mi sfugge però l'importanza dei punti più generali di cui scrivi. Esistono molti rapporti di potere attorno allo sviluppo ed all'uso del software. Il software libero e/o open source arbitra *un* solo rapporto di potere, riducendo lo "spread" di tale potere tra sviluppatori ed utilizzatori. Nessuna delle due nozioni arbitra rapporti di potere quali la possibilità effettiva di un utente che disponga di una patch per un dato software di "imporre" che i distributori più reputati di tale software la integrino e distribuiscano a partire dalle versioni successive (che mi pare sia ciò che chiedi). Sono i modelli di governance del progetto FOSS in question che arbitrano tale rapporto di potere. (Sono anche questi temi studiati e insegnati oggi nei dipartimenti di informatica, fortunatamente.) Non lo hai avocato, ma un altro rapporto di potere non arbitrato dalle nozioni rispettive di software libero/open source è come permettere di replicare infrastrutture IT o dataset controllati dai vari walled garden di oggi: paradossalmente, anche se Facebook e Google fossero interamente FOSS, questo non aiuterebbe molto gli utenti ne recuperare i propri dati ne a modificare/migliorare il servizio. Sono tutti rapporti di potere molto importanti, ma non tutti sono risolti dal software libero e/o open source. Almeno secondo le definizioni comunemente intese. A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »