Caro Stefano,
il politico sei tu (se non di professione, di fatto e per ruolo in
questi ultimi 4 anni
abbondanti), ma da semplice cittadino mi sembra che vale per il
digitale ciò che vale
per qualsiasi altro argomento, ovvero, che senza corpi intermedi,
e in particolare senza partiti veri, la democrazia
non può funzionare.
Diventa, infatti, il regno dei lobbisti, degli interessi personali o
del
pressopochismo.
Insomma, al di là dei singoli, ci vogliono soggetti politici seri,
strutturati,
rappresentativi coi quali poi entità esterne possano dialogare in
maniera
costruttiva.
Continuiamo, dunque, a provarci (Nexa nel suo piccolo sono ormai 10
anni
che lo, a vari livelli), ma temo che il nostro impatto resterà
necessariamente limitato
se la situazione non migliora in maniera strutturale.
Ciao!
juan carlos
On 09/09/2017 15:52, Stefano
Quintarelli wrote:
ho
letto alcuni draft (che tali sono).
condivido che mi appare che l'ago della bilancia degli oneri di
rimozione di materiale tutelato si stia spostando maggiormente
verso le piattaforme che ottimizzano la presentazione ed
erogazione di materiale al pubblico.
c'e' un punto importante su cui, IMHO, bisognerebbe riflettere non
poco.
mi pare di osservare che la frequenza di "emergenze" di intervento
su nuova regolamentazione che tocca temi ICT, stia aumentando.
se si considera che l'informatica diventa sempre piu' pervasiva,
la cosa non dovrebbe sorprendere
tempo fa, quando c'era una legge "ammazza blog" si faceva una
azione di protesta, un po' di clamore, e si interveniva nel merito
evitando errori.
ma adesso ? il sistema puo' reggere con un allarme alla settimana
?
la domanda che sorge spontanea e': come fare ad avere processi di
formazione delle decisioni "migliori", piu' basati su conoscenze e
dati scientificamente validati e bilanciati negli interessi che
vengono rappresentati ?
pensiamo ad esempio al prossimo intervento regolatorio sui trojan
da parte del nostro ministero della giustizia. che approfondimento
e bilanciamento avra' fatto ?
i partiti che ospitavano forum di riflessione o approfondimento,
sono spariti (o almeno sono spariti i forum)
gli informatici/ingegneri coinvolti, da quanto ho percezione
diretta, sono poco/nulla coinvolti o ascoltati.
penso che sarebbe utile che piu' informatici si impegnassero in
politica, pur sapendo che non e' risolutivo ma aiuta solo in parte
a mitigare (non e' risolutivo, perche' non e' affatto detto che il
ministro/presidente di commissione di turno, come per il caso
trojan, sia disponibile all'ascolto, anzi... pero' bisogna
provarci...)
IMHO occorre una attivita' strutturalmente piu' visibile di
riflessione sulle policies che coinvolgono l'ICT e anche un
pungolo politico su questi temi "pro futuro".. non e' semplice...
ciao, s.
On 08/09/2017 18:51, J.C. DE MARTIN wrote:
*Roberto Di Cosmo (@rdicosmo
<https://twitter.com/rdicosmo?refsrc=email&s=11>)*
08/09/2017, 15:52
<https://twitter.com/rdicosmo/status/906153150805143552?refsrc=email&s=11>
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