Buongiorno nexiane, Grazie Andrea di avermi coinvolto in questa faticosa ma bellissima avventura! ...ho collaborato a scrivere un libro! :-D Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it> writes: [...]
E' licenziato CC-BY-SA-4.0 e la versione digitale è gratuita: https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo/
Il titolo e il sottotitolo sono: «Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo (Volume primo) - In un mondo digitale la Cittadinanza inizia dai bit» Per capire se vi può interessare o meno affrontarne la lettura, mi permetto di estrarre un paio di brani che ritengo significativi dell'intero volume, tratti dal capitolo "Introduzione". Il nocciolo del libro è lo sviluppo del framework di analisi «Arcobaleno della Cittadinanza Digitale». --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Serve un modello di riferimento Abbiamo citato diritti e doveri, rischi e opportunità... ma esiste un modello onnicomprensivo per inquadrare l’ambito cittadinanza digitale e tecnocivismo e descriverlo nei suoi aspetti strutturali? Un’architettura, una chiave di lettura per incasellare concetti, tecnologie, notizie di cronaca? Una sistema di classificazione che permetta una corretta analisi dell’argomento? Uno strumento di ragionamento? Gli autori di questo testo, in mancanza di un modello soddisfacente in letteratura, ne hanno sviluppato uno definendo il framework Arcobaleno della Cittadinanza Digitale proprio per suddividere gli aspetti della cittadinanza digitale in livelli concettuali. Il framework è costituito da strati che vanno dall’accesso alle infrastrutture (reti e servizi) fino al diritto al coinvolgimento attivo nel processo decisionale. Il presente volume è organizzato seguendo il framework livello per livello, richiamando informazioni sulle tecnologie, facendo collegamenti coi fatti della vita quotidiana e descrivendo molti esempi pratici (fatti realmente accaduti e situazioni ipotetiche) di commistione fra tecnologie e cittadinanza digitale. Il modello fornisce un quadro di facile comprensione per discutere della Cittadinanza Digitale, per combinare la visione di coloro che vivono in questo mondo digitale, che devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità, e di quelli che sono professionisti, sviluppatori di soluzioni (software o politiche) che - nel bene o nel male - modellano la stessa società: non è un caso che la nostra sia definita Società dell’Informazione. [...] Caveat La trattazione del Tecnocivismo, cioè il presente volume, è impostata come un Cahier de doléances (quaderno delle doglianze). Attualmente i livelli bassi dell’Arcobaleno della CDT sono purtroppo costellati da ombre che vogliamo rendere evidenti a tutti i cittadini digitali. Avremo quindi un approccio militante e schierato a favore di quelli che riteniamo essere valori importanti, ancora poco garantiti e difesi, come: • Internet neutrale e accessibile; • difesa della privacy digitale; • servizi accessibili, conoscibili e interoperabili; • software e hardware libero; • conoscenza libera. Ci piacerebbe dire che siamo dalla parte giusta della Storia, ma questa espressione rischia di illudere circa l’ineluttabilità del progresso e la sua direzione. Purtroppo non è così: la Storia è il risultato del conflitto tra interessi contrastanti, e in tale conflitto ognuno può giocare la sua parte, da Aaron Swartz - che si impegnò fino alla morte per l’Open Access - a ciascuno di noi che può scegliere di esercitare il proprio tecnocivismo a partire da azioni quotidiane quali ad esempio: • firmare o cifrare le mail e garantire così autenticità o riservatezza alle comunicazioni; • salvare documenti in formato standard e aperto, rompendo il lock-in imposto dai formati proprietari; • utilizzare software libero per contribuire alla diffusione e al miglioramento di un ecosistema digitale condiviso e affidabile; • adottare licenze libere per i contenuti prodotti; • pubblicare su piattaforme aperte e possibilmente decentralizzate, evitando silos informativi e walled garden; Siamo dalla parte di chi - nelle scelte in ambito digitale e tecnologico - è consapevole delle responsabilità sociali e per questo privilegia i criteri etici a quelli meramente prestazionali quali la comodità o la superficiale semplicità di utilizzo. Speriamo che questo libro spinga molti cittadini a schie rarsi e a militare attivamente tramite le scelte, piccole o grandi, che ciascuno compie quotidianamente. Ça va sans dire che consideriamo le tecnologie digitali un enorme vantaggio per l’umanità e che siamo quanto di più lontano dal neo-luddismo si possa immaginare: noi vogliamo più tecnologia, non meno, ma la tecnologia che usiamo deve essere sotto il nostro controllo. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...]
Ci piacerebbe un parere da chi abbia interesse e competenze sui temi che trattiamo e questa lista mi pare ottima fonte!
Mi associo all'invito e aggiungo che per noi, senz'altro per me, la lettura di questa lista è stata fonte di grande ispirazione: grazie Nexa! Nel frattempo gli autori si stanno organizzando per pubblicare materiale su un sito web dedicato e - più importante ancora - organizzare una mailing list dove tutte le persone che si riconoscono nei temi sviluppati nel libro (il manifesto è praticamente l'introduzione) potranno interagire. sito: https://c18e.it (online a ore) list manager: https://lists.c18e.it/ Grazie per l'attenzione! -- Giovanni Biscuolo