On 24/03/2022 21:59, Giacomo Tesio wrote:
... ti stai concentrando su un singolo componente del sistema, mentre Gorz proponeva una analisi cibernetica piuttosto raffinata.
mah, io vedo solo farneticazioni utopistiche... (utopia che non condivido ovviamente)
... Ora ti chiedo, ti piace questo progetto di società cibernetica?
no, infatti, è esattamente quello che NON voglio, se non si era capito chiedo scusa per essere stato troppo sintetico
... Cosa pensi di una società cibernetica che imponga di fatto il possesso di un cellulare Android (o Apple) sempre connesso? Una società a misura di smartphone USA.
ne penso tutto il male possibile
... Scommetto un caffé che la tua risposta a questo quesito non sarebbe troppo diversa da quella di Gorz rispetto alla città a misura di auto.
Mi sbaglio?
sbagli nel senso che non vedo un parallelo, semmai un antiparallelo io voglio un mondo in cui il device (sia esso un telefono o un automobile/moto) siano MIEI (se decido di comprarli ovviamente, non devo essere obbligato a possederli per esercitare i miei diritti di cittadinanza) e totalmente controllabili da me, **non** ci devono essere ingerenze da parte di chicchessia (cfr. la proposta USA di rendere i veicoli "stoppabili" da remoto), sia esso un governo o una AI
...
(insomma le libertà fondamentali del Software Libero, applicate anche alla mobilità del mio mezzo)
Per la verità le libertà fondamentali del Software Libero sono altre:
le conosco benissimo, cmq elaboro meglio qui di seguito, trasportando le libertà nel mondo automotive
- Libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo.
libertà di possedere pienamente un veicolo, facendogli fare ciò che voglio
- Libertà di studiare come funziona il programma e di modificarlo in modo da adattarlo alle proprie necessità. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
libertà di studiarne e di cambiarne il funzionamento per adattarlo alle mie necessità
- Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare gli altri
(questa è difficile ovviamente, ma potrebbe essere...) libertà di prestarlo/noleggiarlo/rivenderlo senza alcuna limitazione
- Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti da voi apportati (e le vostre versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
libertà di ripararlo (Right To Repair!), modificarlo e pubblicare le info su come farlo
... Nulla a che vedere con il SaaSS (che la FSF addirittura lascia alla moralità individuale degli sviluppatori che dovrebbero rifiutarsi di scriverlo [2]) o con la disconnessione o con la privacy.
infatti! forse non hai letto bene la mia frase originale, io dicevo "owned e NON in service", esattamente come per il SaaS, non voglio dipendere da uno sharing (che mi può essere "negato con un click", come si suol dire) per la mia mobilità, naturalmente nulla vieta l'esistenza dei servizi pubblici, ci mancherebbe, ma non devono essere la sola (obbligata) scelta
Il software libero, sin dalla sua definizione, soffre dei limiti culturali del contesto in cui è nato.
questi limiti mi sfuggono... -- |_|o|_| Andrea Trentini - http://atrent.it |_|_|o| Dipartimento di Informatica |o|o|o| Università degli Studi di Milano